Vediamo la gente con uno sguardo diverso.
Fa molto caldo, il cielo è terso.
Nello scorrere dei nostri discorsi
passiamo in rassegna gli episodi trascorsi.
Tutto si muove con un ritmo più lento,
nella penombra sembra tutto più spento.
Cerco frescura nella Pavia antica
San Michele mi allevia la fatica;
sotto le sue volte millenarie
passano veloci milioni di storie,
si avvicina il prete che toglie ogni cruccio
l’ho riconosciuto: è don Carluccio.
Storie di fede, di guerre, battaglie
di arte lontana, di nobili famiglie,
dietro ai portoni nella penombra
c’è un colore tenue che sa di ambra.
Il tempo passato, gli anni sommati
episodi, parole nel vortice bruciati,
pensieri tristi per offese arrecate,
pensieri lieti per offese subite.
Il cielo d’agosto riscalda i cervelli.
Si corre al mare per sembrare più belli,
resta soltanto chi apprezza la calma
e del portafoglio non vuol fare una salma.
Pavia d’agosto in una notte stellata,
San Pietro in Ciel d’Oro come nube dorata,
l’azzurro Ticino che scorre vicino
ti porta in sogno a quando eri bambino.
E’ bello fermarsi, anche adagiarsi
lasciare scorrere il tempo senza scomporsi,
guardare il risultato della vita trascorsa
senza interrompere la propria corsa.
Mille stimoli arrivano al cervello
Prendiamone uno, il più bello:
la pace e la serenità nella famiglia
che la preservi da ogni doglia.
Il Ferragosto del duemila venticinque è stato lieve,
ha mosso riflessioni con le sue leve.
Andiamo incontro a un autunno sereno
se in soffitta abbiamo messo il fieno.