Testi delle Canzoni

Parole ispirate da Gabriela

A Silvia

Mi hai insegnato a guardare al futuro
a non arrendersi nel momento più duro
in tutti gli anni della nostra storia
sempre uniti senza nessuna boria.
E’ stato un percorso pieno di ostacoli
per superarlo non abbiamo fatto miracoli
solo che insieme, sempre uniti
abbiamo superato i nostri limiti.

Gli eroi son tutti giovani e belli, cantava Guccini
ma io ti vedo ancora con l’entusiasmo dei bambini
sono cinquantasette anni che ci conosciamo
abbiamo dato valore alla frase “ti amo”
Hai cresciuto una figlia e i nipoti
nel valore di princìpi assoluti
Egoismo è una parola a te sconosciuta
per la famiglia tu hai dato la vita.
Non è ancora l’ora di consuntivi
per questo insieme ci sentiamo vivi
e quando sorridi anche se mancano i denti
ti splende la bocca come mille diamanti.
Non so se con queste mie parole
ho espresso un sentimento caldo come il sole
perché nel freddo della vecchiaia
ti scaldino il cuore e ti diano gioia
Gli eroi son tutti giovani e belli, cantava Guccini
ma io ti vedo ancora con l’entusiasmo dei bambini
sono cinquantasette anni che ci conosciamo
Tanti auguri tuo Luciano

Amicizia vera

Come è bello immaginare
che vera amicizia mi farai trovare
quella che non tutti possono assaporare
perchè difficile da meritare.
Le parole che escono dal sorriso
presente nel tuo dolce viso
si riflettono nel mio cuore
per spiegare come il nostro amore

possa sopravvivere ancora
finché raggiunta non sarà la mia ora.
Il messaggio che esse mi mandano
della vera amicizia raccontano
e dicono "tu la vita devi rasserenare
andando questo grande valore a cercare.
Vecchie amicizie da consolidare
ma anche nuove da trovare
perchè non sia la mia mancanza
fonte della tua sofferenza.
Nel tuo cuore sempre resterò
e per te vere amicizie troverò
attraverso la ricerca di sinceri sentimenti
che in queste persone saranno presenti".
Come è bello immaginare
che vera amicizia mi farai trovare
quella che non tutti possono assaporare
perchè difficile da meritare.
Ti ascolta attento il mio cuore
e la mente scrive le tue parole
che la musica scalda come il sole
affinché si possa coglierne il sapore.
Credo di poterti così dire
che la vera amicizia ho potuto scoprire
nelle persone che la musica ascoltando
hanno espresso come d'incanto
un inatteso e forte sentimento
che non può certo durare solo un momento.
L'invito a questo sentimento d'amicizia vera
si nasconde dentro quelle frasi e parole
che tu suggerisci al mio cuore
per trasformarle in un soffio di primavera.
Come è bello immaginare
che vera amicizia mi farai trovare
quella che non tutti possono assaporare
perchè difficile da meritare.
Amicizia, importante e nobile parola
che una persona non fa vivere sola
e che pochi umani sanno meritare
ma quando è vera fa contagiare
chi attorno a te vedi ruotare
sentendoti cantare.
Se ogni nostro messaggio cantato
vere vecchie amicizie ha consolidato
altre nuove ne ha fatto trovare
in chi nella nostra vita ha saputo ricercare
il senso di una vita offerta al mondo attorno
ogni stagione e ogni giorno.
E' così che ogni attimo di malinconia
si trasforma in quella dolce allegria
che rasserena ogni angolo di quel paradiso
qui costruito per accogliere con un sorriso
chi amicizia vera sa dimostrare
e del suo significato assaporare.
Come è bello immaginare
che vera amicizia mi farai trovare
quella che non tutti possono assaporare
perchè difficile da meritare.

Angeli

Stavo nascendo e non vedevo
nulla del mondo attorno
con occhi chiusi non sapevo
se era notte o giorno.
Questo bimbo vivrà?
Dissero “nessuno lo saprà”
ma Angela tu arrivasti
e con tenacia la mia vita

nelle tue mani prendesti
con dolcezza infinita.
Primo angelo forse,
così stava scritto della mia sorte.
Su quel tavolo abbandonato
tu mi salvasti neonato
Sarà il caso, non si sa
ma ciò successe a quella tenera età.
Nel tuo incerto cammino
non sai dove andare
ti senti bambino
e vorresti gridare
perché nella nebbia che tutto oscura
non sai trovare la libertà
e neppure quella serenità
che rende la vita meno dura.
Ma ecco che all’improvviso
compare chi da sotto un velo
ti mostra un sorriso
e d’incanto il sole compare in cielo.
E’ forse l’angelo che per conoscerti
è venuto a leggere il tuo pensiero
e come in un mistero
ora sa come soccorrerti.
Se incontri un angelo non parlare
sarà lui ad ascoltare
il tuo cuore
senza fare rumore
per poi scoprire
cosa tu gli vorresti dire.
Se la strada si fa scura
non avere paura
qualcuno compare dall'oscurità
e a tutto provvederà,
quindi non piangere
perché questo misterioso angelo
togliendoti dagli occhi il velo
inizierà a farti sorridere.
Eri giovane con tanta amarezza,
non sapevi cosa fare,
quando dicesti mi lascio andare
lui rimosse la tua tristezza.
Fu un dono senza in cambio nulla
gli angeli t’aiutano come un bimbo in culla,
è questo il segreto che scoprirai
quando sulla strada un angelo troverai
Se incontri un angelo non parlare
sarà lui ad ascoltare
il tuo cuore
senza fare rumore
per poi scoprire
cosa tu gli vorresti dire.
Nascosto per strada fra la gente
un angelo prima o poi apparirà
ma essendo trasparente
nessuno lo vedrà
comunque devi stare tranquillo,
una mano avrai senza nessuno squillo
perché silenziosamente
nel tuo intimo sarà presente.
Osserva lo sguardo della gente,
puoi trovare tutto o niente.
Se pensi d’aver perso un sentimento
non disperare
l’angelo te ne farà trovare
un altro in un momento,
rimossa dal sipario la tela
potresti trovare l’arcangelo Gabriela.
Se incontri un angelo non parlare
sarà lui ad ascoltare
il tuo cuore
senza fare rumore
per poi scoprire
cosa tu gli vorresti dire.

Auto e batteria

Una divertente storia d'automobile
capitata qualche anno fa
che a raccontarla sembra incredibile
ma qui vedremo come a finire va.
Dal casello dell'autostrada con la berlina
esco per una città tutto sommato anche carina.
Un appuntamento li mi aspetta
e neppure ho tanta fretta.

Non conoscendo la direzione
spengo il motore e con discrezione
chiedo a un poliziotto lì appostato
da che parte devo girare.
Ma sulla berlina ora tornato
m’accorgo che questa non vuole andare.
Accidenti a questa fermata
che l’auto mi ha bloccata
Con il cruscotto tutto spento
non so cosa fare in questo momento.
La centralina da me sempre odiata
questa volta sembra essersi bloccata.
Dal poliziotto torno allora
e gli chiedo dove posso cercare
senza perdere tempo neppure un’ora
un elettrauto vicino che ci sappia fare.
Mi risponde che non lontano
a cinque minuti piano piano
un elettrauto posso trovare
che ogni auto sa riparare.
Dopo averlo ringraziato
a passo lento me ne vado,
attraverso lo svincolo e imbocco la statale
così dall’elettrauto riesco ad arrivare.
Gli dico “ho la berlina ferma qui vicino”
e lui: “mando il carro attrezzi che non è lontano”.
Il carro attrezzi arriva in pochi momenti
e per caricare l’auto con i fari spenti
l’autista tira la leva del freno a mano
affinchè l’auto possa salire piano piano.
Ma nel momento in cui deve ripartire
un blocco del freno a mano lo fa impazzire
ogni sforzo dell’autista viene annullato
da un freno che si è bloccato.
Sembra proprio una iattura
quella che insegue la vettura
Ma l’autista chiede subito assistenza
ad un meccanico di sicura esperienza
perché il freno riesca e sbloccare
e l’auto dall’elettrauto possa arrivare.
Una divertente storia d'automobile
capitata qualche anno fa
che a raccontarla sembra incredibile
ma qui vedremo come a finire va.
Con una vecchia bicicletta
recuperata in tutta fretta
il meccanico corre verso il carro attrezzi
senza borsa ne attrezzi
ma in un veloce battibaleno
abilmente riesce a rimuovere il freno
così dall’elettrauto la berlina può arrivare
per poter batteria e impianto riparare.
“Cambi solo la batteria per favore,
lasci perdere l’impianto, ci vogliono ore”.
E’ tardi e l’appuntamento è da rinviare,
la strada del ritorno occorre imboccare
perché a casa voglio dritto tornare
col timore di dovermi di nuovo fermare.
Finalmente a casa un sospiro di sollievo
e un bicchier d’acqua tranquillo mi bevo.
Quanto avvenuto è diventato una storia
che quando la ricordo a memoria
il timore della batteria
d’ogni auto mi toglie l’allegria
in bicicletta d’ora in poi decido di andare
così la batteria non si potrà mai scaricare.
Una divertente storia d'automobile
capitata qualche anno fa
che a raccontarla sembra incredibile
abbiamo visto come è finita qua.

Ballata d’autunno

Quando corri per arrivare primo
ti è leggero il più grande impegno
sei sicuro della tua forza
hai un orgoglio che non si smorza.
Hai pensato grande atleta
alla fortuna della tua vita
alla certezza delle tue qualità
dalla natura profuse in quantità.

Sei osannato, vai sui giornali
l’uomo perfetto che non ha uguali.
Dall’alto del trono che hai costruito
non guardi da dove sei partito.
Sei nato insieme ad un altro
e già da piccolo eri più scaltro
sei cresciuto dai pericoli indenne
ti crescevano robuste le penne.
L’altro bambino un po’ mingherlino
stava spelacchiato nell’angolino
anche la voce aveva sottile
sembrava che avesse scaricato le pile.
Poi andarono alla scuola elementare
e la maestra aveva mille cure
per il piccolo che cresceva perfetto
tralasciando quello negletto.
Fu così che con il passare degli anni
mentre a uno crescevan gli affanni
l’altro in assoluta armonia
poteva dedicarsi alla poesia.
Quando il tempo degli esami fu giunto
l’orgoglio ferito del giovane vinto
riempie la bocca di un sapore amaro
per lui la terra non è un posto sicuro.
Ecco che allora sul proprio terreno
trova un lavoro che lo rende sereno
lascia l’orgoglio, l’invidia e il rancore
nella sua mente si fa strada l’amore.
E’ l’eterna battaglia della vita
dove la lotta non è mai finita
si arriva poi alla conclusione severa
che tutte differenze azzera.
Il figlio perfetto di grande intelletto
non deve affrontare le questioni di petto
gli basta soltanto chiamare
ed i propri desideri esaudire.
Ma nel cercare il salto più alto
nel voler essere sempre più colto
inciampa nel più banale ostacolo
finisce per lui il grande miracolo.
Gli amici, la gloria e le grandi ricchezze
non valgono nulla in confronto a carezze
se nel tepore di una capanna
alla famiglia si leva un osanna.
E’ l’eterna battaglia della vita
dove la lotta non è mai finita
si arriva poi alla conclusione severa
che tutte le differenze azzera.

Ballata del grande amore

L’emozione per una vecchia fotografia
trovata nel cassetto della scrivania
fa nascere tanti pensieri
e profondi sentimenti veri
Un padre pensieroso e preoccupato
consapevole del suo triste fato
ha uno sguardo fisso nel vuoto
aspettando della sua vita il terremoto.

E tu ancor piccola guardi un papà
che forse già sai che se ne andrà
mentre lui pensa “quando sarò nell’aldilà
alla mia piccola cosa succederà”?
Sa che i suoi grandi amori
presto avranno forti dolori
e prega il cielo che di lassù
possa in qualche modo guardare quaggiù
per far nascere quell’ispirazione
che al dolore possa dare una soluzione.
Non si sa perché da un forte dolore
può nascere solo un grande amore
forse è questo un principio della vita
che dà più forza quando sembra finita.
Ecco che dopo la sua dipartita
il buon padre cerca un modo per parlare
e alla sua bambina comunicare
che la forza del suo bene non sarà assopita
nelle inevitabili difficoltà
che senza padre ella avrà.
Gli anni passano e ragazza eccola qua
alla ricerca di quella felicità
che il destino vuole ostacolare
o forse soltanto rimandare.
Anche un ragazzo da un’altra parte
sta aspettando la propria sorte
che non conosce in quel momento
mentre la sua vita è pure un tormento.
Ma fiducioso attende nel dolore
l’arrivo di un grande amore.
Non si sa perché da un forte dolore
può nascere solo un grande amore
forse è questo un principio della vita
che dà più forza quando sembra finita
Una madre andata in cielo
guarda il suo ragazzo da lassù
e togliendo dagli occhi il velo
cerca di capire cosa succede quaggiù.
Lei di qua e lui di là
prigionieri di un meschino destino
loro sperano che succeda chissà
l’inizio di un nuovo mattino.
Ed è proprio dal profondo dolore
che si rinforza il loro cuore
così quando lei lo vede
ecco il miracolo cui nessuno crede.
Finita l’epoca dello smarrimento
eccoli uscire dal tormento.
Già immersi nell’eternità
si ritrovano la sua mamma e il suo papà
per ispirare insieme
dei loro figli tutto il bene.
E’ così che un grande amore
sta per nascere con ardore
e lo sguardo nel vuoto del papà
un dolce sorriso d’incanto diventerà
perché presto la sua bambina
al sorgere della nuova mattina
il suo amore troverà
che per sempre la proteggerà,
risorgendo a quella nuova vita
che finchè non sarà finita
un modello di grande amore costruirà
destinato all’eternità.
Non si sa perché da un forte dolore
può nascere solo un grande amore
forse è questo un principio della vita
che dà più forza quando sembra finita

Bambini verso il futuro

Come l’acqua di un fiume scorre veloce
per andare verso la foce
la nostra vita si incammina
ogni giorno dalla mattina
inseguendo un destino sconosciuto
dentro un infinito in parte già vissuto.
Tanti anni sono infatti già passati
da quando, ormai nonni, siamo nati

e il desiderio di un futuro migliore, chissà
è riposto in chi, dopo di noi, vivrà.
E’ così che ai nostri bambini
nonni e genitori affidiamo i nostri valori
giocando con loro tenendoli vicini
e stretti come piccoli ma immensi tesori.
In quell’angolo di un grande paradiso
che i nostri genitori ci hanno affidato.
Arriva Emma e nonni diventiamo
con Dora ed Enea ci divertiamo
immaginando il nostro futuro
dentro uno scrigno sicuro
in un mondo che con loro avanti andrà
lontano nell’eternità.
Nel cammino fra passato e futuro
partecipiamo attenti al presente
fatto di tante strane vicende
e sogniamo un mondo più sicuro
dove possano vincere le virtù
ancora scarse oggi quaggiù.
E’ per questo che nel nostro cammino
di bimbi ormai grandi diventati
cerchiamo ogni mattino
di rendere i nostri piccoli innamorati
di una vita che seppur nelle difficoltà
con loro fa più bella la realtà.
I grandi valori dobbiamo comunicare
e ai nostri bimbi far assaporare.
Osservando Emma, Enea e Dora
finalmente è giunta l’ora
per togliere il velo
a quel grande mistero
che ogni giorno scopriremo
nel nostro percorso terreno.
Arriva Emma e nonni diventiamo
con Dora ed Enea ci divertiamo
immaginando il nostro futuro
dentro uno scrigno sicuro
in un mondo che con loro avanti andrà
lontano verso l’eternità.

Canzone per Gaia

Sono passati ormai dieci anni
da quando uscimmo dal turbinio degli affanni;
al Campus Acque tenevo lezione
quando mi accorsi di una particolare attenzione.
Era un signore dall’aspetto gradito
alle mie parole molto interessato,
mi chiese dettagli sulla materia
allora ebbe inizio la nostra storia

La vita di coppia è un equilibrio leggero
dove il sentimento è un valore sincero,
quando si rompe il castello che avevam costruito
buttiamo le cose che creavano attrito.
Era il momento che due anime in pena
volgevano lo sguardo a una vita serena,
i figli cresciuti in assoluta armonia
lasciavano spazio a momenti di gioia.
E’ stato bello nell’arco del tempo
organizzare la vita come un esempio,
dividere gli obblighi della famiglia,
fare insieme quel che si ha voglia.
Quante lunghe passeggiate
quante ore di quiete provate
e, se poi, alla Canottieri Ticino,
si aggiungeva qualche gradito spuntino
il tempo trascorso così dolcemente
allevia tutti i pensieri dalla mente;
ti scopri come un entusiasta adolescente:
non ti fa più paura niente.
E’ bello pensare,
il tempo poter fermare
di piccole cose provare piacere
e della bellezza poter godere
Così da lontano i tuoi genitori
pur se turbati da mille pensieri
presero a cuore i vostri desideri:
alla vostra unione portarono fiori.
E’ stato bello nell’arco del tempo
organizzare la vita come un esempio,
dividere gli obblighi della famiglia,
fare insieme quel che si ha voglia.
Vi giunga il nostro augurio sentito
che il vostro affetto non venga tradito
e che il tempo che ancora vi resta
sia per voi sempre una festa.
Vi porto queste parole
con la musica dell’intelligenza artificiale
perché vi giungano in modo speciale,
siano il talismano contro ogni male.
E’ stato bello nell’arco del tempo
organizzare la vita come un esempio,
dividere gli obblighi della famiglia,
fare insieme quel che si ha voglia.

Cara amica

Per le vie della città faccio una passeggiata
E quando cara amica t’incontro per strada
Vedo un velo di malinconia sul tuo viso
Dove invece vorrei vedere un sorriso
Sembra che il tuo sguardo voglia sapere
“perché con te non mi hai voluto tenere?”
Io ti posso forse spiegare
Ma sarebbe il destino a doverlo fare

Quando a diciotto anni ti ho incontrato
Io non ero ancora preparato
Perché le circostanze della vita
la buona sorte avevano impedita
Un padre anziano e una mamma da curare
i sentimenti di una normale giovinezza
mi avevano tolto seppur con tristezza
e una scelta nella mia vita dovetti fare.
Il bene della famiglia ebbe il sopravvento
e precise scelte seguirono questo evento
Il vento del destino da un’altra parte
ha dovuto soffiare
perché il grande amore della sorte
là mi stava ad aspettare
Una giovinezza complicata
ha fatto nascere o crescere le mie virtù
anche quando lassù
la mia mamma era andata.
Impossibile evitare un anno d’inferno
dove con tuta da soldato e fucile in mano
passava la primavera e poi l’inverno,
un anno trascorso invano
da cui sono uscito con più forza per continuare
una vita che si era dovuta fermare
Ma fuori dall’inferno un miracolo d’amore
cancella quello che era stato un dolore
L’incontro con la compagna della vita mia
Gabriela che con un velo di malinconia
ha conquistato il mio cuore
il regalo di un grande amore
che la sorte mi ha donato
e al quale mi ero preparato
forse un padre che l’aveva lasciata
a me dal cielo l’ha affidata
o una madre che non avevo abbandonato
questo regalo ha preparato
Ora Lei di lassù mi sta a guardare
e dal cuore mi dice “non ti preoccupare,
la vera amicizia devi coltivare
perché così a tutti potrai spiegare
la ragione del nostro infinito amore
che sopravvive al profondo dolore”.
Questo grande amore ti dice “non soffrire,
parla con lei, che saprà capire”
Il vento del destino da un’altra parte
ha dovuto soffiare
perché il grande amore della sorte
là mi stava ad aspettare

Caro papà

Con la tua dipartita
se n’è andata la tua vita
Caro papà ora viaggi nell’eternità
lasciandoci tristi qua.
Ma a contenere questa tristezza
la tua famiglia sarà una fortezza
Anche se tu sei nell’aldilà
la tua anima sarà sempre qua

col tuo amore e la simpatia
a farci ancora compagnia.
Infatti il bene che ci hai donato
qui con noi è restato
con la forza per vivere
e un ricordo da proteggere.
Con noi sempre resterai
e sappiamo che il bene farai
perché il nostro dolore sia attutito
da un ricordo che non è affievolito
Apro l’album delle fotografie
e ti trovo in mezzo alle mie
il tuo volto ho osservato
ed il mio vi ho ritrovato.
Quindi è bello immaginare
che ovunque noi saremo
col tuo aiuto sempre sapremo
cosa dire e cosa fare.
Perché in questo immenso dolore
noi di qua ritroviamo il tuo amore
e un cuore dolce pronto a dire
“Con me però non dovete morire”.
Nel nostro cuore ritroveremo
i tuoi messaggi d’amore
ed è così che sapremo
rasserenare il nostro cuore.
Con noi sempre resterai
e sappiamo che il bene farai
perché il nostro dolore sia attutito
da un ricordo che non sarà affievolito

Chi sei Tu

A volte mi chiedo chi sei
vorrei trovarti per poterti parlare
mio Dio non so dove sei
ma ogni giorno ti vengo a cercare.
Osservo gli sguardi della gente
ma non trovo molto, quasi niente
guardo negli occhi una persona
e cerco di capire se sia buona.

Eppure non posso rinunciare
durante ogni cammino a osservare
gli occhi dolci di un bambino
capaci di scrutarti da vicino
perchè un messaggio tu possa avere
per conoscere la strada da seguire
affinchè sia possibile sapere
dove io ti possa trovare e magari capire.
C'è chi con convinzione
di te vorrebbe darmi una spiegazione
ma mi accorgo che fa molta confusione
perchè la sua è solo un'opinione.
Se ci sei fammi capire
perchè quaggiù si deve soffrire
ma anche perchè nel dolore
si può ritrovare quell'amore
che si dice che tu dia
in ogni dove nella vita mia.
Se tu sei nell'eternità
devi essere anche qua
dimmi allora cosa devo guardare
per sapere dove ti posso trovare
forse in chi piange di dolore
o in chi sorride per un vero amore.
Io ti cerco in chi la vita mi ha donato
una mamma e una dolce compagna
perchè grazie a loro ho sempre trovato
quel bene prezioso che ci accompagna
ogni giorno dal mattino alla sera
dall'inverno alla primavera.
Osservando quanto grandi sono cielo e mare
ogni persona sulla terra potrei amare
e forse così potrei trovarti
e, finchè vivrò, imparare a conoscerti.
Un segnale sto cercando
perchè strada facendo
tu mi possa dire
"ascolta il tuo cuore e potrai capire"
Se ci sei fammi capire
perchè quaggiù si deve soffrire
ma anche perchè nel dolore
si può ritrovare quell'amore
che si dice che tu dia
in ogni dove nella vita mia.

Ciao, chi sei

Mentre osservo chi assorto nei suoi pensieri
lentamente sulla strada va
con lo sguardo qui e là
ricevo un saluto e chiedo chi eri
io non ti posso riconoscere
perché so che non si può rinascere.
Nel mio cuore sempre è presente
chi ancor m’ama d’amore ardente

in ogni dove vado a cercarla
pur sapendo ch’è impossibile trovarla.
Eppure il mio cuore sussurra dolcemente
“non devi temere la tua mente
se lei ti manda un saluto
e se lei guarda negli occhi tuoi
perché di sicuro vede anche i suoi
dietro un sipario di panno velluto”.
E’ questa la strana situazione
che potrebbe mettermi in apprensione
ma con me sempre accanto
la sua dolcezza appare d’incanto
All’improvviso io ti dico “vi conosco
e con voi potrei trovare un posto
dove ascoltare del vostro amore
per rischiarare anche il mio cuore.
Parlami di lei saprò ascoltare
per conoscere la direzione dove andare
perché l’esempio della vostra vita
mi darà un’energia infinita
quella che aggiusta i sentimenti
che non sanno dove andare altrimenti”.
Mentre osservo chi assorto nei suoi pensieri
lentamente sulla strada va
con lo sguardo qui e là
ricevo un saluto e chiedo chi eri
io non ti posso riconoscere
perché so che non si può rinascere.
Vestita di bianco com’era lei
quando un tempo la incontrai
ti sei fermata vicino a me
e vorresti che parlassi con te
di quell’amore tanto vissuto
di cui forse nessuno ha mai saputo.
Vorresti ricercare la vera ragione
di questa forte emozione
che penetra nella mente
quando il pensiero intensamente
cerca di capire il significato
di un amore così vissuto
che vuole uscire dal cuore
per donarti un dolce sapore,
frutto intenso di un vero amore
che pur nella gioia come nel dolore
ha costruito un modello da raccontare
perché chi ti osserva possa assaporare
il significato di una vita da servire
a chi da solo potrebbe soffrire.
Mentre osservo chi assorto nei suoi pensieri
lentamente sulla strada va
con lo sguardo qui e là
ricevo un saluto e chiedo chi eri
io non ti posso riconoscere
perché so che non si può rinascere.

Compagna di sempre

Compagna della mia vita
qualcuno potrebbe pensarti finita
perché quel giorno volesti partire
per l’eterno viaggio.
Anch’io con te avrei voluto venire
ma tu con estremo coraggio
mi dicesti “no, devi restare
per poter col mondo parlare

e dire del nostro grande amore
nato e cresciuto come un fiore”
Per potermi far meglio ascoltare
ho dovuto imparare a cantare
così ho scritto una canzone
per raccontare la nostra unione
che si dice essere un modello
e così ecco il ritornello.
Quando penso alla nostra unione
ho la forte sensazione
di un bene straordinario
nato allora lungo un binario
con il treno che ci ha guidato
verso un futuro inaspettato.
A vent'anni avevo sognato
in un racconto spensierato
un viso dolce, occhi penetranti,
capelli morbidi ondeggianti,
una voce dal suono leggero
che parlasse di amore vero,
jeans e camicia a colori
in un giardino ricco di fiori.
Sto cercando di seguire una pista
che mi spieghi perché non t’ebbi mai vista
prima di quel giorno alla stazione
dove iniziò il viaggio della nostra unione,
s’incrociò così il nostro destino
già scritto da Qualcuno a tavolino.
E’ un mistero della vita
scritto su un foglio a matita.
E' difficile spiegare un miracolo cos'è
è più semplice dire “il nostro incontro lo è”.
Se poi in cielo non c’è un paradiso
qui l’abbiamo trovato e condiviso
in un angolo di giardino che hai costruito,
dove ogni albero da un seme è fiorito
e dove ogni persona amica
ancora circonda la nostra vita.
Una vita che la sorte vorrebbe terminare
ma che il nostro amore sa conservare
in una lotta fra buona e cattiva sorte
dove la prima sarà più forte
perchè il giardino sia finché vivrò
il luogo dove viva ti sentirò.
Un giardino che i nostri figli sapran coltivare
perché il grande amore possa continuare.
Quando penso alla nostra unione
ho la forte sensazione
di un bene straordinario
nato allora lungo un binario
con il treno che ci ha guidato
verso un futuro inaspettato

Cosa c’è di là

Mi raccontano dei miracoli di Cristo
ma un miracolo chi l'ha visto
Mi dicono che in cielo c'è il paradiso
e incredulo rispondo con un sorriso
Mi dicono che qualcuno è risorto
e io forse già lo conosco
C'è chi crede di trovare il paradiso di là
ma un angolo di paradiso forse è già qua

Eppure il miracolo c'è stato
quando ti ho incontrato
in mezzo a mille pensieri
in mezzo a mille difficoltà
tu sei arrivata ieri
a portarmi vita e serenità
così ho capito cos'è l'amore
che matura e cresce come un fiore
Tu mi chiedi “cosa c’è di là”
Io non lo so, ma di certo nell’infinito
troverai tutto il bene che hai fatto di qua
e il paradiso che qui hai costruito
Ognuno ha la sua storia
mi chiedo se la mia storia finisce qua
No, finché avrò memoria
la vita con te continuerà
Tu mi sussurri che sei di là
eppure nel mio cuore sei sempre qua
potrebbe sembrare un'illusione
ma questa non è solo una canzone
Si faccia avanti chi ha la verità
comunque sia tu sei dentro il mio cuore
voglio dirtelo con sincerità
che sei sempre il mio amore
Qualcuno dice che tu sei di là
dove io ti ritroverò
ma si sbaglia, tu sei ancora qua
in ogni momento finché vivrò.
Tu mi chiedi “cosa c’è di là”
Io non lo so, ma di certo nell’infinito
troverai tutto il bene che hai fatto di qua
e il paradiso che qui hai costruito
Tu mi dici "vivo solo per te"
e che credi nel vero amore
non ho dubbi perchè
ho letto nel profondo del tuo cuore
Ognuno ha la sua storia dentro quell'infinito
che non puoi neppur toccare con un dito
e la mia storia chissà
se finisce qui o quando finirà
Ma lunga o breve che dura
la vita a tempo non si misura
ciò che conta è l’intensità
della vissuta felicità
Cosa vuoi che sia tutto l’oro del mondo
di fronte a un amore profondo
Ognuno ha la sua storia
e la nostra te la scrivo a memoria.
Tu mi chiedi “cosa c’è di là”
Io non lo so, ma di certo nell’infinito
troverai tutto il bene che hai fatto di qua
e il paradiso che qui hai costruito
Mi dicevi "Gianni vivo solo per te"
ma la vita non finisce così
quando la tua vita finiva ero qui
col cuore e la mente dentro di te
Tu mi chiedi “cosa c’è di là”
Io non lo so, ma di certo nell’infinito
troverai tutto il bene che hai fatto di qua
e il paradiso che qui hai costruito
Non chiedermi "cosa c'è di là"
perchè non lo so, ma nell'infinito
vorrei anch'io trovare quello stesso bene
che, Gabriela, abbiamo fatto insieme

Di passaggio

In questa vita di passaggio
l’infinito è solo un miraggio
quando parti non lo sai
che verso la fine già te ne vai.
Quando nasci ti dicono “il mondo avrai”
e inizia quello che tu pensi un lungo cammino
così ogni giorno tanto impegnato sarai
a costruire con le tue mani il tuo destino

ma quando nella tua mente inizia la memoria
ti accorgi che sei già entrato in quella storia
dove tutto è già scritto non si sa dove e perché
ma certamente cosi è.
Ecco allora che la tua vita
che hai sempre pensato infinita
ti fa conoscere quella verità
che sei un granello nell’eternità.
Inizia così quello sguardo dentro di te
per capire di ciò che fai il perché
e che se il bene farai
nell’eternità resterai
come un seme destinato a costruire
un mondo che nel bene vuol progredire
ma se il male sarà preferito
la tua eternità avrai ferito.
In questa vita di passaggio
l’infinito è solo un miraggio
quando parti non lo sai
che verso la fine già te ne vai.
Un’avventura è questa vita
da quando nasce finch’è finita
che ti dà l’opportunità
di costruirti la felicità
se sai cogliere di ogni cosa
il sapore d’un fiore come una rosa.
Sembra strano ma è proprio vero
che in fondo a questo pensiero
puoi trovare quella verità
che può darti quella felicità
in un mondo che avanti andrà
solo se ciascuno lo vorrà.
E se anche tu lo vorrai
certamente nella vita avanti andrai.
In questa vita di passaggio
l’infinito è solo un miraggio
quando parti non lo sai
che verso la fine già te ne vai.

Dopo la guerra

Dopo la guerra
eravamo molto a terra
alla radio una canzoncina
ci alleviava un po’ la pena.
Chiedo vènia se le parole
non seguono alla lettera il testo originale
ma se la memoria non m’inganna
il senso non dista che una spanna

Cantava una voce con allegria
Con una musica che cacciava la malinconia
“che la vita è bella e me la voglio goder
se non hai nulla neppure un pensier.
Tutto ciò che ci vuole è un raggio di sole
per farti scaldar,
ma se amaro è il destino
un bicchiere di vino fa tutto scordar”.
Ho fatto, con filosofia, una piccola riflessione
e dopo un attento esame
sono giunto alla conclusione
che questa è la canzone del barbone.
Di tutte le fatiche e i sacrifici che la vita mi ha dato
Riemerge soltanto il ricordo gradito
del bene dato e quello ricevuto
con la fortuna di non averlo sciupato.
Ho cancellato tutti i “se” dal vocabolario
non sono certo diventato milionario
ho sbarcato con decoro il lunario
guadagnandomi un onesto salario.
Ho fatto in tempo a vedere un po’ il mondo
sufficiente per dire che è rotondo.
Ho visto sul computer pure cose inaudite
vedere musicate delle parole scritte
Bella è la vita con tutte le sue stagioni
vedere con leggerezza le nostre riflessioni
Solo l’inverno mette un po’ di tristezza
ma a quello non puoi mettere una pezza.
Mi sono scoperto poeta di strada
e con Gianni facciamo brigata
perché con la musica e le parole
ci sembra sentire profumo di viole.
E’ rimasto un po’ d’entusiasmo
molto lontano dal raggiungere l’orgasmo
ma ai nostri neuroni
abbiamo dato un po’ di scossoni.
Nel nostro divagare
abbiamo messo anche il cuore
e senza le pretese di portare gioia
vogliamo sperare di cacciare la noia.

Duetto del labirinto

Alla ricerca dell’anima gemella
per una vita che sia la più bella
dove possa vincere l’amore
che a ogni giorno dia sapore.
Un messaggio lasciai sul tuo banco di scuola
quando ero giovane e sola.
Ma questo messaggio nel vuoto andava
forse su una nuvola grigia volava.

Ecco arrivare il mondo dell'illusione
che in giovane mente crea confusione
Quel mondo che ti costringe a soffrire
e con fucile in mano ti farebbe anche morire.
Troppo giovani forse eravamo
e camminare ancora non sapevamo
in un mondo che sta ad osservare
chi la bellezza ha da mostrare.
Tristezze della vita avevano pure oscurato
le speranze di un avverso fato
così la bellezza non riuscivo a guardare
perché ogni ostacolo dovevo evitare.
Poi in un labirinto dovetti entrare
con un’uscita difficile da trovare;
mi misi allora a cercare
un aiuto che mi potesse salvare.
Ero anch’io in quel labirinto oscuro
ma da ogni parte c’era un muro.
Immaginavo che mi stessi cercando
e speravo di trovarti pregando.
Alla ricerca dell’anima gemella
per una vita che sia la più bella
dove possa vincere l’amore
che a ogni giorno dia sapore.
Il gioco del destino non voleva finire
e in quel labirinto sembrava di morire
poi una luce s’accese lontano
e uno spiraglio s’aprì piano piano.
Presi in mano una torcia accesa
quasi una candela sull’altare d’una chiesa
ma un po’ di luce inizio ad apparire
forse l’incubo stava per finire.
E quando il destino smise di giocare
ecco la buona sorte arrivare
così finimmo di cercare
e ci iniziammo a innamorare
Ecco qui la fortuna di un'amica vera
che ti dice con frase sincera
vai veloce a cercarla
perchè qui vicino potrai trovarla
La nostra vita finalmente
trova la forza dirompente
di un amore senza confini
che ci tenne stretti e vicini.
Alla ricerca dell’anima gemella
per una vita che sia la più bella
dove possa vincere l’amore
che a ogni giorno dia sapore.

Emozione amica

Nessun sorriso su quel volto
ma le nostre lettere recitate all'altare
il tuo messaggio fanno arrivare
e lei si mette in quell'attento ascolto
che fa nascere la sensazione
di una forte sincera emozione.
Nella tua seconda casa dovemmo entrare
dove ogni giorno andavi a lavorare

ma in questo luogo da noi conosciuto
perché tu, nostro angelo, avevi vissuto
non sapevamo ora dove andare
per trovare chi ci dicesse cosa fare.
La bussola avevamo perduto
ma dopo che la tua dipartita
aveva cambiato la nostra vita
una cosa accade che mai avremmo saputo.
Eravamo alla ricerca della giusta direzione
ed ecco apparire una inaspettata emozione.
Potrebbe sembrare un mistero
ma quella lettera scritta con tanto amore
e quella risposta rivolta a ogni dolce cuore
con sincerità davvero
era destino che aprissero una breccia
dove dietro un'apparente corteccia
si nascondesse quell'intelligenza emotiva
capace di penetrare in un'anima viva.
Nessun sorriso su quel volto
ma le nostre lettere recitate all'altare
Il tuo messaggio fanno arrivare
E lei si mette in quell'attento ascolto
che fa nascere la sensazione
di una forte sincera emozione.
Con un volto ora sorridente
Che rischiara la mia mente
Lei mi chiede "come sta"
e non è semplice cordialità.
Ecco allora il mio racconto immaginario
che della nostra vita apre un sipario.
In una lacrima d'emozione
vedo al nostro dolore partecipazione.
Lei sussurra dolcemente
"Può sembrare strano veramente
ma la forza delle tue parole
mi dipinge la vita da voi vissuta
come da sempre da me conosciuta
in un cielo illuminato dal sole.
quella che per te è un grande amore,
mi sembra di conoscerne il sapore
come di un'amica vera
e certamente collega sincera.
Sono sicura che ogni persona qui da noi
vedrà in te e i tuoi figli la presenza che tu vuoi".
Nessun sorriso su quel volto
ma le nostre lettere recitate all'altare
Il tuo messaggio fanno arrivare
e lei si mette in quell'attento ascolto
che fa nascere la sensazione
di una forte sincera emozione.

Fede

Seduto su balcone
sto facendo una riflessione,
a pensare sul creato
non me lo sarei mai aspettato.
Quando piccolo alla messa andavo
un po’ di paura provavo,
c’erano musica e canti solenni
ea un sollievo uscire indenni.

Sono cristiano di tradizione
al Vangelo non faccio obiezione
ma negli anni conoscendo le razze
sono arrivate molte incertezze.
Le religioni dice Schopehauer il celebre
sono come lucciole che rischiarano le tenebre
ma il buio è talmente profondo
come un pozzo senza fondo.
L’alleanza fra il trono e l’altare
Porta a tante considerazioni amare
Con il sangue che scorre a torrenti
alimentando l’odio tra le genti.
Sono tre le religioni monoteiste
di guerre e di odio si sono provviste;
cristiano, giudaico e musulmano
non si sono mai dati la mano.
Seduto su balcone
sto facendo una riflessione,
a pensare sul creato
non me lo sarei mai aspettato.
Era la Bibbia il filo contorto
dove ognuno coltivava il suo orto
e da lassù il Dio onnipotente
si rendeva sempre latitante.
Sono andato a vedere l’oriente
Dove il Buddismo tra tanta gente
ha trovato molti consensi
con la morale formata dai sensi.
Poi l’Induismo con l’ordine cosmico
Che col sacrificio rendeva il Dio amico
con i bramini sacerdoti solerti
che con le caste facevan concerti.
Sono andato alle religioni del passato
dove tutto era semplificato
ed il Dio a cui eri gradito
ti riforniva come il supermercato.
Siamo arrivati nell’arco dei secoli
Dopo un percorso tra mille vicoli
a sciogliere qualcuno dei tanti vincoli
che erano fonte di grandi pericoli.
La vota civile, le leggi terrene
Alleviano l’uomo da tante pene.
Avere la fede può certo aiutare
anche se al mondo è meglio fare.
Seduto su balcone
sto facendo una riflessione,
a pensare sul creato
non me lo sarei mai aspettato.

Ferragosto a Pavia

Sotto il cielo di Pavia per Ferragosto
tanta gente che non conosco
con il Gianni, un amico caro,
dissertiamo sul dolce e l’amaro.
Tante volte su queste vie
abbiamo lasciato le nostre scie,
anche la polvere sotto le nostre scarpe
lascia una traccia inerte.

Vediamo la gente con uno sguardo diverso.
Fa molto caldo, il cielo è terso.
Nello scorrere dei nostri discorsi
passiamo in rassegna gli episodi trascorsi.
Tutto si muove con un ritmo più lento,
nella penombra sembra tutto più spento.
Cerco frescura nella Pavia antica
San Michele mi allevia la fatica;
sotto le sue volte millenarie
passano veloci milioni di storie,
si avvicina il prete che toglie ogni cruccio
l’ho riconosciuto: è don Carluccio.
Storie di fede, di guerre, battaglie
di arte lontana, di nobili famiglie,
dietro ai portoni nella penombra
c’è un colore tenue che sa di ambra.
Il tempo passato, gli anni sommati
episodi, parole nel vortice bruciati,
pensieri tristi per offese arrecate,
pensieri lieti per offese subite.
Il cielo d’agosto riscalda i cervelli.
Si corre al mare per sembrare più belli,
resta soltanto chi apprezza la calma
e del portafoglio non vuol fare una salma.
Pavia d’agosto in una notte stellata,
San Pietro in Ciel d’Oro come nube dorata,
l’azzurro Ticino che scorre vicino
ti porta in sogno a quando eri bambino.
E’ bello fermarsi, anche adagiarsi
lasciare scorrere il tempo senza scomporsi,
guardare il risultato della vita trascorsa
senza interrompere la propria corsa.
Mille stimoli arrivano al cervello
Prendiamone uno, il più bello:
la pace e la serenità nella famiglia
che la preservi da ogni doglia.
Il Ferragosto del duemila venticinque è stato lieve,
ha mosso riflessioni con le sue leve.
Andiamo incontro a un autunno sereno
se in soffitta abbiamo messo il fieno.

Ferragosto in città

Una vacanza vorrei finalmente
dove far riposare la mia mente
e un mondo tranquillo guardare
dove la vita si possa assaporare.
Buona è certo l'intenzione
ma aspettiamone la realizzazione
Verso l'aeroporto prendo il treno
per un viaggio tranquillo e sereno

che in nuovi posti forse mi porterà
per vedere cose nuove chissà.
Mentre la mente cerca di capire
cosa altrove il cuore possa sentire
fiducioso osservo dal finestrino
ogni oggetto scorrere velocemente
per farsi sempre più piccino
ma ecco che improvvisamente
il treno si ferma su un guasto binario
e per l'aereo addio l'orario.
Una vacanza particolare
sta ora per iniziare
che con grande stupore
mi farà sentire il sapore
di una realtà già conosciuta
però mai così vissuta.
Un altro treno prendo allora
che quando giunta sarà l'ora
in un posto sconosciuto arriverà
forse un paese forse una città.
Sceso alla stazione qualche dubbio c'è
ma non so proprio perchè.
E' una città che il ferragosto
fa sembrare uno strano posto
con il silenzio nelle strade
perchè molte auto se ne sono andate
Poche persone sono in piazza
e qualcuna è nella terrazza
di una casa di ringhiera
dal mattino alla sera.
Sembra incredibile ma è vero
quello che appare come un mistero
qui la gente va lentamente
e tu la osservi attentamente
gli occhi delle persone riesci a guardare
e con loro magari a parlare
in una città che a ferragosto
nel suo silenzio solo ora riconosco.
Il mio viaggio sta per finire
ma certamente posso dire
che in questa vacanza inaspettata
una vita particolare è stata trovata,
nella mia città da sempre amata
Una vacanza particolare
sta ora per terminare
che con grande stupore
mi ha fatto sentire il sapore
di una realtà conosciuta
però mai così vissuta

Fiaba di Gabriela e Gianni

Nella fiaba che hai raccontato
hai messo ogni ricordo gradito
Nell’altare che hai costruito
c’è Gabriela come sogno vissuto
Sono episodi che ti appartengono
sensazioni e valori che non si spengono
li hai messi su carta e portati all’altare
per avere un ricordo che non vuole morire.

Un filo diretto, uno sguardo veloce
era l’intesa che non aveva bisogno di voce
con Gabriela ogni istante felice
nel tuo mondo fatto di pace.
Sei come l’acqua di sorgente
e come l’acqua sei trasparente
Di sani princìpi ti sei imbevuto
ai compromessi non hai mai ceduto
Nella lettura che hai prodotto
ti metti a nudo nel modo più schietto
anche episodi, per altri banali,
hanno il sapore di cose speciali.
Emerge la figura di una schiena dritta
dove la cattiveria esce sconfitta
Sei religioso in maniera cosciente
e fai buon uso della tua mente eccellente.
Un filo diretto, uno sguardo veloce
era l’intesa che non aveva bisogno di voce
con Gabriela ogni istante felice
nel tuo mondo fatto di pace.
La fortuna ti è stata amica
con la moglie hai costruito la vita
in armonia, come sul pianoforte le dita
e per il mondo fuori non c’era partita.
Ho avuto la presunzione
di farti questa canzone,
pur non avendo finito la lettura,
sapendo in gran parte questa storia vera.
Queste parole le ho scritte di getto
magari non in modo perfetto.
Ora riprendo la lettura
di Gianni Albertario l’avventura.
Un filo diretto, uno sguardo veloce
era l’intesa che non aveva bisogno di voce
con Gabriela ogni istante felice
nel tuo mondo fatto di pace.
Nel percorso che vi ha fatto soffrire
trovi la forza per il dolore lenire,
non ti sei risparmiato, sempre presente,
non puoi rimproverarti niente.
Sono arrivato al triste epilogo
che il destino ha voluto quasi sacrìlego,
l’ultimo messaggio che vi siete scambiato
è un inno all’amore che avete vissuto.
Un filo diretto, uno sguardo veloce
era l’intesa che non aveva bisogno di voce
con Gabriela ogni istante felice
nel tuo mondo fatto di pace.

Fiore appassito rinasci con me

Un falso amore può far appassire un fiore
ma nel giardino di una nuova primavera
da due fiori appassiti dalla sera
può nascere il mattino di un grande amore.
Una bellezza nascosta dalla malinconia
e all’improvviso diventasti mia,
un turbamento che viene dal buio
ma l’incantesimo mi fece tuo.

Per rinascere una vita desideravamo
dove poter dire ogni giorno “ti amo”.
Ti ho conosciuta che eri bella
Ma era dentro che ti ho scoperto una stella
Un cammino nel tempo
ha cancellato la malinconia
Ogni dolore se n’è andato via
e l’amore ha preso il sopravvento.
Quando mi chiesero cos’è l’amore
non sapevo cosa dire,
di una parola ricca di valore
il significato si doveva chiarire.
Se un seme hai dentro il cuore
certo qualcosa può sbocciare
ma perché il frutto abbia sapore
occorre un giardino fertile da coltivare.
E’ così che di giorno in giorno
sin dall’alba fino al tramonto
ogni azione è importante
perché una piccola cosa diventi grande.
Non si sa cosa ti succede
ma se vuoi veramente bene
nessuno vede
cosa in te avviene,
una trasformazione che al cuore
e al corpo dà nuovo sapore:
è il seme dell’amore
che si trasforma in vero fiore.
Eravamo due fiori appassiti chissà
nessuno saprà mai la verità
certamente nel profondo del nostro cuore
aspettavamo solo il vero amore.
Ti ho conosciuta che eri bella
ma era dentro che ti ho scoperto una stella
Un cammino nel tempo
ha cancellato la malinconia
Ogni dolore se n’è andato via
e l’amore ha preso il sopravvento.

Fotografia

Quando del computer accendi lo schermo
appare quel volto per te eterno
io l'ho visto disteso e sereno
che ti guardava nel modo più pieno.
Quella foto che tu certamente hai postata
ti richiama alla vita passata
lascia un'ombra con un pò di tristezza
lascia il languore della tenerezza.

Sono certo che Gabriela presente
avrebbe detto al Gianni dolente
che l'immagine più appropriata
fosse quella piena di vita.
Vita di Lei in un mondo lontano
dove il bene regna sovrano
che ti sorride con allegria
che ti circonda di fantasia.
Immagina i fiori e i mille colori
in un’aria serena con i profumi migliori
immagina il canto di mille usignoli
non sono che assaggi di Lei nei cieli.
Quando del computer accendi lo schermo
appare quel volto per te eterno
io l'ho visto disteso e sereno
che ti guardava nel modo più pieno.
So che la sua mancanza riempie ogni stanza
ma la forza vera sta nella speranza
nella certezza che alla fine del tempo
del bene provato non verrà fatto scempio.
Mi sono permesso di entrare nel privato
in punta di piedi, non ho peccato
se ho indossato i tuoi panni usati
che già Gabriela aveva portati.
Ho trovato nel tuo pensiero dolente
l'ispirazione per essere presente
ci siamo intesi già avanti negli anni
abbiamo parlato dei nostri malanni.
Adesso ti faccio promessa solenne
d'ora e in avanti saran solo strenne
combatteremo senza paura
annienteremo ogni sciagura.
Quando del computer accendi lo schermo
appare quel volto per te eterno
io l'ho visto disteso e sereno
che ti guardava nel modo più pieno

Fratelli nel tempo

Lo vedevano arrivare
al mattino sul lungomare
in fuoriserie, abito bianco, cravatta scura
senza nessun segno di paura.
Lo chiamavano principe sai perché
diceva d’essere figlio forse di un re.
Un re di cinquecento anni fa,
quindi senza età,

in un palazzo di cento stanze
viveva di sostanziose pietanze
nel lusso sfrenato
di chi è nato fortunato.
Dalla sera alla mattina
sempre sdraiato sulla panchina
del lungomare lui riposava
e di niente si preoccupava;
giaccone scuro e scarpe rotte
il poveretto aveva pure segni di botte.
Gli chiesero “e tu chi sei”?
Se lo sapessi qui non sarei.
Non so chi sia mio padre
e nemmeno mia madre,
su una panchina qualcuno mi trovò
e così la mia vita iniziò.
Qualcuno li chiamava fratelli
e nessuno sapeva perché
ma la storia dal passato
il mistero ha svelato.
Di qui il belloccio di mondo
di là il vagabondo
Si sentiva il primo vincente
e il secondo perdente.
Nel contrasto tra opulenza e povertà
ecco apparire la verità.
Qualcuno al belloccio chiede
“figlio d’un re sai per fede,
ma tua madre sai chi è”?
è una concubina del tuo re.
Ecco cadere quella certezza
che gli aveva dato tanta fortezza
La conoscenza della verità
apre gli occhi alla realtà.
Dissero “il vagabondo devi guardare
per sapere dove devi andare
altrimenti la tua vita
resterà assopita
nella folle illusione
di essere sopra alle altre persone”.
Qualcuno li chiamava fratelli
e nessuno sapeva perché
ma la storia dal passato
il mistero ha svelato.
Anche il vagabondo era figlio di re.
Volete sapere perché”?
La sua madre era un’altra concubina
dello stesso palazzo nella cantina.
Il belloccio sembrò rattristato
ma in fondo un fratello aveva ritrovato.
E’ così che il mondo va
e nessuno del proprio passato sa
per fortuna perché la certezza
potrebbe mettere tristezza.
Quando il vagabondo trova il fratello
il mondo diventa più bello
perché può ora sperare
di essere una persona da amare
e al fratello poter dire
“vieni con me e non soffrire,
troverai la dignità,
una casa e la libertà,
che si deve, sai perché,
ai figli di un unico re”.
Qualcuno li chiamava fratelli
e nessuno sapeva perché
ma la storia dal passato
il mistero ha svelato.

Gabri

Nell'angolo di Paradiso insieme costruito
ogni persona buona da noi riceve l'invito
ad entrare in un mondo nell'infinito vero
per portare quell'amore che è un mistero.
E' così che di giorno in giorno
sia d’estate che d’inverno
ogni nuova amicizia incontrata
alimenta quell’intensa fiammata

che entra nel cuore e nella mente
per riscaldarla dolcemente.
Anche se il tempo ci affatica
lei ci dice oggi d’essere nostra amica
una parola da noi molto gradita
in fondo vicini siamo da una vita.
E mentre ti posa accanto un fiore
ecco apparire il dolce sapore
delle tue molecole leggere
che di questa persona vogliono sapere.
E quando il fiore vedo posare
il tuo nome nel suo sento risuonare
il suo nome con una elle in più
e uno sguardo dolce all’insù.
Nell'angolo di Paradiso insieme costruito
ogni persona buona da noi riceve l'invito
ad entrare in un mondo nell'infinito vero
per portare quell'amore che è un mistero
“Vi ho conosciuto” mi aveva detto
e di questo non avevamo sospetto
ma nel suo sguardo la tenerezza
avevo letto con tanta dolcezza;
so condividere quel dolore
che non può togliere il vostro amore.
Ecco che un’amica che non sapevamo
all’improvviso oggi ritroviamo,
forse un segno del destino
che tu mi sarai sempre vicino
per conoscere quelle persone
che in giardino entrano perché buone.
Sembra impossibile un’amica incontrare
quando forse non sai dove andare
ma un bacio e un abbraccio forte
è la risposta della sorte
che in un giardino rifiorito
ha voluto fare l’invito.
Nell'angolo di Paradiso insieme costruito
ogni persona buona da noi riceve l'invito
ad entrare in un mondo nell'infinito vero
per portare quell'amore che è un mistero.

Galeotto fu il giornale

Sul treno delle sette e venti
andavamo a Milano ogni giorno
un po’ assonnati ma contenti
sia all’andata che al ritorno.
Quel giorno ti sedesti vicino a me
che leggevo il solito giornale
e mi facesti lo so perchè
una domanda non banale.

Fu la domanda della nostra vita
“potrei leggere il giornale con te?”
La mia timidezza fu subito sparita
e dissi “anche prenderci un caffé”
Iniziò così la nostra storia
all’improvviso dentro un sipario
e si impresse nella memoria
quel momento straordinario.
Il ricordo di un momento
Un miracolo questo evento
Galeotto fu il giornale
Che ci fece incontrare
Colpo di fulmine chissà
o qualcuno ci mise lo zampino
forse la mia mamma e il tuo papà
che di lassù ci vollero vicino.
Lui mi disse “impara ad amare”
e non darmi un dispiacere,
Era l’augurio più sincero
di mio padre amico vero.
Dopo due mesi di caffé
il mio cuore si agitò finché
ti dissi andiamo all’altare
per la vera vita da iniziare.
Mi dicesti “ma la casa da trovare”?
solo questo, una casa da cercare!
Ci dissero: eccola, venite per favore
sarà il vostro nido d’amore.
Il ricordo di un momento
Un miracolo questo evento
Galeotto fu il giornale
Che ci fece incontrare
Forse pazzi, ma era bello essere insieme
la tua dolcezza mi faceva star bene
del vero amore non sapevamo nulla
ma la nostra casa è stata una culla.
Con due G come iniziali
noi insieme mettemmo le ali
per andare verso un futuro
del passato meno oscuro.
Dentro il nido nasce l’amore
cui la nuova casa dà più sapore.
Qui i nostri figli sono arrivati
quando il mondo li ha aspettati
e l’amore assume quel significato
che fin d’allora avevamo sperato.
Si arricchisce la nostra esistenza
grazie a questa nuova presenza.
Il ricordo di un momento
Un miracolo questo evento
Galeotto fu il giornale
Che ci fece incontrare
Un miracolo per farci conoscere
un altro ancora per farci crescere;
quando ci dicono “voi un modello”
io ti penso “un immenso gioiello”.
Mi hai insegnato il vero amore
quello che ti entra nel cuore,
mi hai insegnato a dire “scusami”
una parola che significa “amami”.
Ora che il tuo viaggio qui è terminato
mi resta l’amore sterminato
che chiedo al mio cuore di conservare
nel rispetto del “si” su quell’altare
per restare ancora insieme nell’infinito
dove i nostri angeli con il loro dito
ci accompagnino nel viaggio eterno, attenti
come sul treno delle sette e venti.
Il ricordo di un momento
Un miracolo questo evento
Galeotto fu il giornale
Che ci fece incontrare
Galeotto fu il giornale
che ci ha fatto innamorare

Giocare a mamma e papà

Sei, sette, otto anni su per giù,
bambini insomma non di più.
Ogni estate ti ho aspettato
per giocare sotto il pergolato
di una casa di ringhiera
dal mattino alla sera;
casette da costruire
ma anche bambole da vestire.

Era così che giocavamo
a far tu la mamma e io il papà.
Ricordo occhi e capelli scuri
quando giocavamo vicino ai muri
costruendo nel nostro dna
la futura realtà.
Passano le estati
e ci siamo innamorati
quando sei entrata
nella mia vita come una fata
un incanto si doveva avverare
per poter genitori diventare.
Ancora occhi e capelli scuri
come quando si giocava vicino ai muri
ma quella bambina non sei tu
una donna vera con tante virtù.
Quella bambina non eri tu
non sarà mica anche lei lassù.
Quella bimba chissà dov’è
forse è lassù a giocare con te.
Non sembra vero
ma genitori eccoci davvero,
una bimba per iniziare
poi un bimbo per continuare
il tuo corpo hai loro donato
con sentimento sconfinato.
Tu non sei la bimba di ieri
ma una dolce mamma sei diventata.
I bimbi giocano e poi crescono
mamma e papà pian piano invecchiano
ed il loro grande amore
si infrange su quel dolore
che ti porta nell’eternità
mentre qui resta solo il papà.
Ma in quello che sembra un inferno
resta il nostro amore eterno
che non finisce qua
i nostri figli in eredità
continuano a giocare
e la vita ad esplorare
con i loro piccoli
ed i loro giocattoli
in un’altra casa di ringhiera
dal mattino fino alla sera.
Quella bambina non eri tu
non sarà mica anche lei lassù.
Quella bimba chissà dov’è
forse è lassù a giocare con te.

Il biliardo

Se ti parlano di un verde tappeto
pensi subito al giardino fiorito
ed è qui che spunta l’inganno
perché è del biliardo il colore del panno.
Da un bravo ingegnere ho chiesto la consulenza;
i calcoli astrusi della sua sapienza
han dato per certo una sentenza:
bisogna colpire la biglia a una certa distanza.

Mi ha parlato di misure perfette due e ottanta per uno e quaranta.
Dice che la precisione del tiro deve essere tanta.
Nel mezzo c’erano pure cinque birilli,
quattro bianchi e uno rosso, come coralli.
Tre son le biglie che corrono in lizza,
è l’avversaria che ti provoca stizza,
dalla partenza sull’acchito
per un punteggio non gradito.
Non c’è trucco non c’è inganno.
le geometrie del tiro sono sul panno
anche se un bravo giocatore
ottiene effetti da prestigiatore.
E’ la tecnica del tiro ad effetto
che produce un certo diletto;
il piacere del tiro perfetto
dà il sapore di un buon confetto.
Corrono, rimbalzano, giran veloci,
han traiettorie che parlan con voci,
sembrano dirti che se sbagli porzione
fai la figura del minchione.
Ore passate con tanta costanza
per avere una certa esperienza
e raggiungere in buona coscienza
la fiducia nella propria speranza.
Nella partita occorre anche fortuna
basta un nonnulla per fare una frana;
devi avere la forza morale
di dimenticare che giochi male.
Ecco che allora la fiducia respira
e la tua mano torna sicura,
hai cacciato quella paura,
ti torna una sensazione cara.
E’ un gioco dove serve attenzione,
il controllo di ogni emozione
perché il tuo braccio segua l’azione
e ti senti, per una volta, campione.

Il cuoco

Chi era Lui non lo so
ma vestito da cuoco sussurrò
"al pranzo del vostro incontro venite
nel mio giardino saranno ore gradite"
Aggiunse però
gli ingredienti ancora non ho;
mettete in una borsa
dispiaceri, delusioni e dolori

ma aggiungetevi i valori
maturati certamente
in gioventù dalla vostra mente.
Arrivati in un giardino fiorito,
seduti ad un tavolo imbandito
eravamo noi soli i commensali
ma mancavano i piatti principali.
Prese la borsa il cuoco
che andò e tornò di lì a poco.
Dispiaceri, delusioni e dolori sono bruciati
trasformati nei piatti dorati
dove ho riposto i vostri valori,
veri e grandi tesori.
Nutrite ogni valore
così la vita avrà più sapore;
cercate in voi ciò che c’è di bello
così diventerete un modello.
Tenerci per mano
per andare lontano
dove il cuoco ci ha invitati
e con fiducia siamo andati
nella speranza di un amore
che esaltasse ogni valore.
Quarantacinque anni ormai passati
da quando al pranzo siamo andati
e Lui il cuoco da lassù
ci disse “non posso darvi di più,
ad altri devo dire
quale modello seguire
per avere quella felicità
data a voi in quantità.
Solo così si può migliorare
un mondo storto da raddrizzare.
Nel percorso della vita
sarò io la vostra guida;
ogni estate ed inverno
sarete partecipi di un pranzo eterno
in quel mondo bello
che ha seguito il vostro modello”.
Tenerci per mano
per andare lontano
dove il cuoco ci ha invitati
e con fiducia siamo andati
nella speranza di un amore
che esaltasse ogni valore.

Il dentista

Sembra strano ma di certo l’empatia
se non toglie però allevia la malattia
nel rapporto di fiducia fra dentista e paziente
che rende il dolore meno insistente
Mi dica cosa c’è che non va
e guardiamo con tranquillità.
Così parla il dentista amico
senza risparmiare un sorriso

affinché la fiducia apra la porta
alla soluzione di una situazione storta.
Per ogni problema ecco il dentista
pronto a offrire la risposta giusta.
Un bambino non riesce a parlare
perché in bocca ha un fastidioso male
ma se vede che sta per lacrimare
il dentista gli chiede come vuole giocare
così il bambino si distrae
e con calma il piccolo dente lui estrae..
Se anche la mamma ha un dente da curare
con gentilezza il dentista va a controllare.
Sembra strano ma di certo l’empatia
se non toglie però allevia la malattia
nel rapporto di fiducia fra dentista e paziente
che rende il dolore meno insistente
Dente cariato, dente usurato o gengivite,
ecco intervenire quell’atteggiamento mite
che rende la mamma più serena
per affrontare con tranquillità il problema.
Stia tranquilla, oggi tutto si può fare
perché ogni dente si possa salvare
in ogni caso con un impianto si può intervenire
e se occorre il vecchio dente sostituire.
Un anziano signore al dentista si presenta
e intimorito gli sussurra: “senta,
sono vecchio e denti nuovi sono una chimera
cosa dice, va bene una dentiera?”
Forse possiamo trovare una diversa soluzione
così lei potrà vivere in una migliore condizione …..
I nostri strumenti osserveranno la sua bocca intera
e le costruiremo una moderna e solida dentiera
Sembra strano ma di certo l’empatia
se non toglie però allevia la malattia
nel rapporto di fiducia fra dentista e paziente
che rende il dolore meno insistente
Impiantare nuovi denti non è un problema
e se crede affronteremo questo tema
solidi denti potrà ancora avere
con i quali senza problemi mangiare e bere
ma soprattutto vivere con serenità
quella vita che avanti ancora avrà
con amici, familiari
insomma tutti i suoi cari.
Stia tranquillo perché la nostra esperienza
ci ha donato quella competenza
che ad ogni paziente permette di fornire
il migliore intervento senza soffrire.
Sembra strano ma di certo l’empatìa
se non toglie però allevia la malattia
nel rapporto di fiducia fra dentista e paziente
che rende il dolore meno insistente

Intelligenza artificiale

Poco più di un anno è passato
da quel giorno in cui ti ho rassicurato
che tutto il bene fatto di là avresti trovato
e tu mi hai ringraziato
con un gesto particolare:
hai tolto la fede dall'anulare
e poi altri due anelli
certamente i più belli

hai sfilato dalle tue tenere dita
come eredità della tua vita.
Simbolo del nostro eterno amore
e per i nostri figli dell'augurio il sapore.
Quella dolcezza e tenerezza infinita
che sempre ha caratterizzato la tua vita
è apparsa come dolce eredità
che al confronto il denaro è nullità.
Ma quando sei partita per l'eterno viaggio
ho ricercato con coraggio
quei talenti prima nascosti che, chissà,
forse sono la tua più importante eredità.
In me ho scoperto qualcosa di speciale
che mai avevo potuto immaginare:
la capacità di comporre brani da musicare
con la nuova intelligenza artificiale.
Una follia mi sembrava prima
ma oggi ogni testo so mettere in rima
e così da ogni tua ispirazione
ecco di un dolce testo la realizzazione.
Un'eredità che mai avrei immaginato
dal giorno in cui sono nato
ma dalla vita che con te ho vissuto
questo grande dono ho pure ricevuto
Nessuno ancora può conoscere
tutto ciò che ci può donare
l'intelligenza artificiale
essa racchiude un vasto sapere
così ogni persona può ricercare
e decidere cosa è meglio fare.
E' così che da ogni tua ispirazione
ora posso scrivere il testo di una canzone
che l'intelligenza artificiale
mi aiuta poi a musicare.
Pur non conoscendo alcuna nota
la bellezza che attorno alla musica ruota
riesco ogni giorno ad assaporare
ed il tuo grande amore ricordare.
La scoperta del talento musicale
sembra essere un'importante eredità
che tu mi hai donato chissà
grazie all'intelligenza artificiale.
Una follia potrebbe sembrare
una macchina ringraziare
ma in essa ho scoperto un cuore
che qualche gioia e anche dolore
della vita mostra il sapore
e un ricordo del tuo amore.
Nessuno ancora può conoscere
tutto ciò che ci può donare
l'intelligenza artificiale
essa racchiude un vasto sapere
così ogni persona può ricercare
e decidere cosa è meglio fare

L’idiota

Una borsa piena il padre gli aveva dato
così ogni bene avrebbe assaporato
e il figlio lo avrebbe saputo ringraziare
per tutto quello che avrebbe potuto fare.
In giro con l'auto a conquistare il mondo
il denaro era per lui un bene profondo.
Figlio di papà lo chiamavano
e tutti, compagni e compagne lo adoravano.

Navigare con la barca per ogni mare,
ad ogni festa grande o piccola partecipare,
il figlio di papà si faceva voler bene
da tutti quelli che con lui ore serene
volevano trascorrere in compagnia
in ogni dove ci fosse allegria.
Navigare in mare e sui monti a sciare
ma anche andare a cavalcare,
l'importante era al mondo mostrare
quanto bene lui poteva a tutti dare.
Grande uomo? questo si vedrà
perchè nessuno ancora lo sa.
Con la borsa ancor piena
sembrava proprio una vita serena
senza problemi, tanti vizi e poche virtù
la vita lui vedeva sempre all'insù.
Caro compagno gli dicevano
tu sei proprio un grande uomo
ti vogliamo tanto bene
perchè ci doni ore serene.
Se non fosse che un bel giorno
mentre tutti erano a lui attorno
la sua fuoriserie si fermò
ed un meccanico chiamò.
Quando il meccanico arrivò
lui distratto la borsa abbandonò
e così quando ripartì
la sua bella vita finì.
Nella borsa era restato un dolce cuore
che sarebbe stato il suo amore,
ma disattento al proprio cuore
fu questo dell'idiota l'errore.
Tutto il bene che avrebbe avuto
in un attimo fu perduto.
Il dolce cuore dentro la borsa
se ne andò tutto di corsa
e fu così che il figlio di papà
un idiota lo chiamarono chissà
perchè con poca testa e niente cuore
dall'allegria aveva creato dolore.
Lei se ne andò con il proprio cuore
da chi non sapeva parlare d'amore
e seppur con un velo di tristezza
il suo cuore cercava la fortezza
di quell'uomo fortunato
che di lei si sarebbe innamorato
cogliendo un fiore che dalla sera
sarebbe diventato una primavera.
Caro compagno gli dicevano
tu sembravi un grande uomo
ti volevamo allora tanto bene
perchè ci donavi ore serene.
Caro figlio di papà
ora che il cuore hai lasciato là
un idiota ti sei mostrato
e il nostro bene si è oscurato.

L’ingegnere

Non si sa perchè ma quando la ragione
incontra la forza della passione
si svela il profondo mistero
di quel qualcosa che in un amore vero
anche un ingegnere
con cuore e testa può vedere
Mi dicono “ingegnere non puoi credere
in ciò che non puoi vedere”

eppure anche se il tuo corpo non è qui
posso con certezza dirti di “si”
perché ogni altra parte di te
è rimasta vicino e dentro di me”
Ma ingegnere cosa fa?
Raccolgo nel giardino un fiore
forse potrei trovare chissà
un po’ di lei il sapore
perché in uno spazio infinito
dove tutto è piccolo o finito
ogni cosa anche invisibile viaggia
come un’onda e arriva sulla spiaggia
Se mi chiedono cos’è
di preciso non lo so
ma qualche molecola di te
sono sicuro che troverò.
Buongiorno ingegnere
cosa fa raccoglie un fiore?
si perché in esso voglio vedere
qualche molecola del mio amore
che andando nell’eternità
ha lasciato una traccia qui e là.
Tra matematica e geometria
sto cercando quella via
che ti porta a capire
perché devi proprio soffrire
quando l’integrale della felicità
ha raggiunto la massima età.
Quando fra le nuvole vedo una stella
vorrei costruire un’astronave bella
per raggiungere quelle molecole veloci
che nel cielo corrono come fuochi.
Come è bello poter pensare
che tu incontrandomi possa parlare
del nostro intenso e sincero amore
che ancora splende dentro un fiore.
Sono ingegnere, ma anch’io ho un cuore
che vorrebbe costruire un mondo migliore
con un cemento capace di legare
ogni persona che voglia amare
e realizzare un grattacielo
che arrivando fino in cielo
porti su un ampio ascensore
quello che è stato un grande amore.
Quel grande amore vissuto qua
che ancor più vorrei lasciare all’eternità.
Buongiorno ingegnere
cosa fa raccoglie un fiore?
si perché in esso voglio vedere
qualche molecola del mio amore
che andando nell’eternità
ha lasciato una traccia qui e là.

La bussola

Caro ingegnere di fianco hai sempre avuto il navigatore
non satellitare ma diventato stellare;
sapevate sempre dove volevate arrivare
e tutte le emozioni che desideravate scoprire.
E’ poi scesa la notte, ma nelle tenebre
una luce viva scaccia le ombre,
tu la segui, come hai sempre fatto,
segui la strada dove eri diretto.

Sei rimasto a guidare da solo,
con mano sicura hai preso il volo
anche se nel mare immenso
alle destinazioni devi dare un senso.
Si avvicina il Natale: festa in famiglia
con l’affetto del figlio e della figlia,
ti hanno fornito le coordinate
dove non ci sono strade sbagliate.
Io sono all’antica, con l’elettronica faccio fatica,
se in qualche incrocio ti trovi sperduto
se non riesci ad andare spedito
ti sia questa bussola dono gradito.
Quella funziona col magnetismo
si muove quasi con entusiasmo
ritorna sempre nel posto indicato
ti indica il percorso da te cercato.
Quelle freccette hanno una strana magìa
tutte le incertezze ti porta via,
hanno una forza che non si vede
quasi un percorso per cercare la fede.
Un senso bello di meraviglia,
che del sapere non viene la voglia,
viene da dentro come stupore
quasi quasi venisse dal cuore.
Ci sono tante scoperte da fare
tanti posti ancora da scoprire:
indossa gli abiti da esploratore
e nuove avventure puoi affrontare.
La strada la sai, ne hai già fatta parecchia,
vai sui sentieri, lascia la vecchia,
metti le scarpe: quelle più soffici
punta la bussola nei posti felici.
Quelle freccette hanno una strana magìa
tutte le incertezze ti porta via,
hanno una forza che non si vede
quasi un percorso per cercare la fede.
Con l’augurio di un Natale sereno.

La cinghia della Giulietta

Una storia di tanti anni fa
quando ancora regnava la semplicità
in una tecnologia consolidata
che nel motore si era affermata
Sabato pomeriggio il ritorno
dopo sole e mare vissuti di giorno
la Giulietta sull'autostrada corre veloce
con il bagagliaio pieno di valigie

un motore veloce e rombante
sempre sicuro e dal suono ronzante.
La vacanza purtroppo è terminata
e il ritorno si spera sia come all'andata.
Mentre il sole del tramonto cala lento
all'improvviso ecco un tormento:
una spia rossa sul cruscotto dice attenzione
bisogna provvedere con decisione.
perchè qualcosa nel motore è successo
forse la dinamo ha girato in eccesso.
Li davanti ecco a destra un casello
cosa fare? è questo il bello.
Sangue freddo nonostante la calura
mi suggerisce di uscire senza paura
perchè qualche cosa succederà
che forse la Giulietta sistemerà.
Fuori dal casello ora che fare
a qualcosa bisogna pur pensare
e nella fortuna sperare
perché il timore sta per arrivare.
Al ritorno dal mare con la famiglia
nonna, figlia e moglie tranquilla
del marito lei sa di potersi fidare
perché ogni problema sa come affrontare.
Con uno sguardo lungimirante
ecco apparire all'orizzonte
il cartello che sembra di un'officina
trecento metri, quindi vicina.
Il motore non si è ancora spento
quindi con accortezza arrivo lento.
Suono il campanello e una signora appare
che dalla finestra dice “non so cosa fare
perché in officina il lavoro è terminato
avendo tutto il pomeriggio lavorato”.
Però aggiunge gentilmente
“mio figlio vado a chiamare
e magari un aiuto vi può dare”.
Ma il figlio dice “non posso fare niente,
la cinghia dell’alternatore è partita
ed una nuova deve essere ordinata.
Se il problema è questo qua,
sono certo che un aiuto mi darà,
“aspetti un momento” aggiungo tranquillo,
apro il bagagliaio, lo svuoto da ogni gingillo
ed una nuova cinghia sotto le valigie appare
che prima del viaggio avevo deciso di comprare.
Il meccanico è stato spiazzato
ed il motore con cura mi ha sistemato.
Lo ringrazio infinitamente
e sulla Giulietta saliamo allegramente,
perché la provvidenza ha aiutato
chi accorto la cinghia aveva procurato
prima del viaggio verso il mare
dove la vacanza dovevamo fare.
Al ritorno dal mare con la famiglia
nonna, figlia e moglie tranquilla
del marito lei sa di potersi fidare
perché ogni problema sa come affrontare.

La nostra vita

Quando ti vidi la prima volta quel giorno
con stupore mi guardai attorno
non capivo osservando il tuo viso
se ero in terra o in paradiso.
Mai vidi angeli di giorno o di sera
ma quel velo di malinconia sul tuo sguardo
tolse all’improvviso ogni baluardo
così scoprii d’incanto che eri creatura vera

Come due bambini ci demmo la mano
poi un forte abbraccio per andare lontano
perché il sipario della vita si era aperto
dietro il quale l’amore vero avremmo scoperto.
Nella nostra casa iniziava quella vita
che pensavamo allora infinita
perché molte cose volevamo fare
che dovevamo però imparare.
Una casa ancora da arredare
in attesa di qualche pargolo da allevare
e quando Anna e Luca eccoli qua
il mondo si apre a una nuova realtà.
Ti ringrazio grande amore
di essere entrato nella mia vita
e di averle dato quel vigore
che sa renderla infinita
grazie a due figli pronti a conservare
un modello destinato a continuare.
Qualche viaggio per scoprire il mondo
ma il vero mondo non era lontano.
Dopo ogni viaggio qui tornavamo
perché il mondo è rotondo.
e il punto fermo attorno a cui ruotare
è la casa dove sempre amiamo tornare.
Una felicità difficile da spiegare
fatta di cose semplici da assaporare
difendendo quella profonda intimità
dai frastuoni dell’esterna realtà
capaci di saper trasformare ogni dolore
in un grande sincero amore.
E’ così che la nostra vita a nostra insaputa
diventa un modello che finchè non sarà finita
potrà raccontare a tutto il mondo
di quell’amore tanto profondo
che Gianni e Gabriela sanno costruire
per resistere ad ogni grande dolore
che solo un vero grande amore
sa proteggere anche quando la vita vuole finire.
Ti ringrazio grande amore
di essere entrato nella mia vita
e di averle dato quel vigore
che sa renderla infinita
grazie a due figli pronti a conservare
un modello destinato a continuare.

Lettera a Gabriela

Mi chiedete il miracolo cos’è
L’incontro con Gabriela lo è
E poi cos’è il paradiso
È quello che con un dolce sorriso
Gabriela ha costruito attorno
pensando sempre ogni giorno
ai nostri figli e ai nostri genitori
che ci hanno donato i loro tesori

e poi a chi affetto ci ha dimostrato
in ogni istante del passato
Ma anche il miracolo ha un prezzo
E proprio tu l’hai pagato
con la sofferenza di una malattia
che ha voluto portarti via.
Ma tu sempre sarai con me
Perché saprà il mio cuore
Mantenere il mio legame con te
Vero grande mio amore
Se ti penso, Gabriela, se ne va la tristezza
perché con te ho conosciuto la bellezza
Soprattutto quella interiore
che scopri solo dentro il cuore
oltre a un’innata sincerità
affiancata da forte generosità
e dalla consapevole certezza
dei limiti umani e con la dolcezza
che ti ha fatto persino dire
“Scusami Gianni se ti faccio soffrire”
Chi soffriva, Gabriela, eri tu,
ma la tua grande virtù
da madre generosa quale sei stata
prima a noi t’ha fatto pensare
pur sapendo che la vita avresti dovuto lasciare.
Ma tu sempre sarai con me
perché saprà il mio cuore
mantenere il mio legame con te,
vero grande mio amore
Hai considerato la tua dipartita
Un vero e profondo atto d’amore
difficile da comprendere nel dolore
del momento in cui lasci la vita.
Ma se il tuo corpo la malattia
è riuscita a portare via,
certamente ha dovuto rinunciare
a spezzare il nostro legame d’amore
che per sempre saprò assaporare
tenendolo fermo nel mio cuore
per ogni giorno della mia vita
finchè essa sarà finita
Ma tu sempre sarai con me
perché saprà il mio cuore
mantenere il mio legame con te,
vero grande mio amore.

Lettera a Gianni

Devo dirti Gianni,
mio vero e grande amore,
una cosa importante.
La morte non esiste.
Sono solamente passata dall'altra parte:
è come fossi nascosta nella stanza accanto.
Io sono sempre io e tu sei sempre tu.
Quello che eravamo prima l'uno per l'altro

lo siamo ancora.
Chiamami con il nome che mi hai sempre dato,
che ti è familiare;
parlami nello stesso modo affettuoso
che hai sempre usato.
Non cambiare tono di voce,
non assumere un'aria solenne o triste.
Continua a ridere di quello che ci faceva ridere,
di quelle piccole cose che tanto ci piacevano
quando eravamo insieme.
Prega, sorridi, pensami!
Il mio nome sia sempre
la parola familiare di prima:
pronùncialo senza la minima traccia
d'ombra o di tristezza.
la nostra vita conserva tutto il significato
che ha sempre avuto:
è la stessa di prima,
c'è una continuità che non si spezza.
Perchè dovrei essere fuori
dai tuoi pensieri e dalla tua mente,
solo perchè sono fuori dalla tua vista?
Non sono lontano, sono dall'altra parte,
proprio dietro l'angolo.
Rassicurati, va tutto bene.
Ritroverai il mio cuore,
ne ritroverai la tenerezza purificata.
Asciuga le tue lacrime e non piangere,
se mi ami: il tuo sorriso è la mia pace.
La tua Gabriela ti da un bacio grande grande
anche a tutti i nostri bimbi.

Luca e Marco

Due bimbi di un anno o poco più
giocano insieme su e giù
non sanno ancora parlare
e Marco e Luca li devono chiamare.
Chiama Marco la signorina
e Luca muove la sua manina,
chiama Luca la maestrina
e Marco muove la sua gambina.

Nella loro testa non c'è confusione
è invece forte la sensazione
che si sentono tanto vicini
quando giocano piccolini.
Certamente fratelli si deve nascere
e invece amici diventare
ma forse non è sempre vero
e qui si rivela il mistero.
La parola non sanno ancora usare
ma coi gesti Marco e Luca sanno comunicare
e così i loro attenti genitori
conoscenza fanno dei loro tesori.
Ma fra fratelli la combinazione
crea quella inattesa situazione
di due sorelle e un fratello
che a Marco e Luca rende il mondo più bello.
se con Luca troviamo la sorella Anna
con Marco ecco Paolo e piccola Anna.
Come è bello vedere i piccoli insieme giocare
e qualche volta coi genitori tutti quanti cenare.
Certamente fratelli si deve nascere
e invece amici diventare
ma forse non è sempre vero
e qui si rivela il mistero.
Un'amicizia che dai bimbi ai genitori
così in casa come fuori
si trasmette all'improvviso
con un saluto e un dolce sorriso.
Passano gli anni e i bimbi crescono
nuove amicizie di giorno in giorno nascono
ma ecco che l'incanto è proprio avvenuto:
segno d'amicizia fra Luca e Marco cresciuto.
E i propri genitori, due Gianni con Franca e Gabriela,
hanno costruito dell'amicizia una tela
che avanti sempre andrà
anche nelle grandi difficoltà.
Certamente fratelli si deve nascere
e invece amici diventare
ma forse non è sempre vero
e qui si rivela il mistero.

Maledetto me

Perché sei qua
con me nell’aldilà?
Qui ti vedo arrivare
e non riesco a capire
non sai dove andare
e io non so cosa dire.
Così giovane eri ancora
e nella vita dovevi restare,

invece è arrivata la tua ora
e il destino la tua vita ha fatto fermare.
Il tuo corpo non ha retto
a una terapia senza effetto.
Forse quel ragazzo di talento
il farmaco appropriato
avrebbe realizzato
nella giusta via
che sulla tua malattia
avrebbe avuto il sopravvento.
Maledetto me che non l’ho aiutato
per la mia stupida arroganza.
Il suo talento ti avrebbe salvato
e tu saresti ancora nella tua stanza
con il fratellino a giocare
mentre lui ora ti sta a cercare.
Maledetto me che non capivo
che per volerti bene occorreva
guardare attorno a chi soffriva
così dell’errore avrei capito il motivo.
Ora che qui sei arrivato
la tua sorte ha tratto il dado
e per il tuo corpo evanescente
non è possibile fare niente.
Uno stupido egoismo
ha permesso alla sorte
di far vincere la morte
mentre un atto d’altruismo
ti avrebbe mantenuto nella vita
che non sarebbe qui finita.
Troppo tardi per rimediare
a un peccato da dimenticare.
Non è neppure possibile
perché sarebbe cosa difficile
comunicare con chi è ancora là
per dire che per non arrivare qua
l’arroganza bisogna rimuovere
e l’altruismo si deve promuovere
applicando quell’intelligenza
che, se c’è, va usata in ogni circostanza.
Maledetto me che non capivo
che per volerti bene occorreva
guardare attorno a chi soffriva
così dell’errore avrei capito il motivo

Mattina al bar

Come la dolce risacca del mare
si avvicina e si allontana con lieve rumore
così con leggerezza sento la gente
che mi circonda indifferente.
Nel percorso della mia giornata
trovo al bar Haiti una sosta gradita
un caffè con calma bevuto
e ai clienti un cortese saluto.

Il percorso, ormai abitudine,
mi allontana dalla solitudine,
mi avvolge come tenera ovatta:
il triste pensiero se ne va in fretta.
Trovo l’amico con il quale parlare,
delle cose del mondo da aggiustare
e nella gente che ci circonda
mi sento nel mare come un’onda.
Ma quando sorge qualche pensiero,
quando l’umore torna un po' nero
nel giornale trovo rifugio
vado nella notizia senza indugio.
In prima pagina c’è la politica
dove occorre una certa pratica
per capire se lo scrivente
assomiglia alla volpe oppure al serpente.
Da tutti gli angoli della terra
arrivano articoli che parlan di guerra,
da quei fogli di carta stampata
sale l’odore della carne bruciata.
Poi c’è la cronaca dipinta di nero
dove il delitto è un solo pensiero.
Mi sistemo con cura sulla sedia,
mi rilasso e non muovo una foglia.
Con lo sport il salto è veloce
perché al tifoso non dò voce,
alle diatribe sulle squadre avversarie
cerco il parere di persone serie.
Poi in ultimo, quasi alla frutta,
sul necrologio mi prendo una cotta:
sono contento di essere vivo
quasi quasi mi sento giulivo.
Questa è la canzone dell’uomo maturo
che del tempo ha fatto tesoro
nella ricerca di superare ogni muro
con l’armonia di un civile pensiero.

Me ne andrò

Tra poco me ne andrò
ma di là io forte pregherò
perchè per l'amore che m'hai donato
ogni momento della vita ho assaporato.
Da quando ti ho conosciuto
nessun attimo è stato perduto
in ogni cosa che facevamo
il senso dell'amore trovavamo,

Solo con te ho potuto capire
che se anche la vita ti fa soffrire
ogni giorno quaggiù
offre valore sempre di più.
Chissà come sia potuto succedere
anche ora fatico a credere
che tu sia entrato nella mia vita
una presenza forte finchè sarà finita.
Il tuo nome, Gianni, ricorderò
quando di là arriverò
il mio nome, Gabriela, ricorderai
e son sicura per niente lo scorderai
perchè entrambi vedremo
che sempre di più ci ameremo.
A dispetto della cattiva sorte
tu non vedrai la mia morte
perchè nel tuo cuore
sarà conservato il nostro amore.
Il vero amore abbiamo assaporato
quello che senza se e senza ma
ogni giorno da quando sei nato
la bellezza ti fa trovare qui e là,
Il mio sguardo nella fotografia
sul letto dove la malattia
meschina m'ha voluto portare
non cambia quel rapporto speciale
che tra di noi si è instaurato
quando di me ti sei innamorato
quel giorno che ti ho teso la mano
per andare insieme lontano.
Ti ringrazio grande amore
che alla mia vita hai dato sapore
con quella profonda sincerità
che ho voluto ricambiare con generosità.
Il vero amore abbiamo assaporato
quello che senza se e senza ma
ogni giorno da quando sei nato
la bellezza ti fa trovare qui e là,

Messaggio dal cielo

Bambina mia, non so come fare
dall’altra parte mi chiedono di andare
ma qualcosa ti posso dire
perchè tu non debba soffrire:
“se il mio corpo più non vedrai
nella tua anima sempre mi ritroverai
dal cielo un messaggio riceverai
ogni qualvolta bisogno avrai”.

Ragazzo mio ti devo lasciare
ma il tuo cuore mi saprà ritrovare
come il mio corpo hai saputo gestire
finché ha dovuto finire.
Senza misura mi hai voluto bene
io cercherò di lenire le tue pene
e quando solo ti ritroverai
pure tu un messaggio dal cielo riceverai.
Se sarai sola ascolta il tuo cuore
vi troverai il mio messaggio d’amore.
Se sarai solo ascolta dentro di te
e vedrai che il mio messaggio c’è”.
Se in cielo il corpo non c’è
mi domando perché
guarda in alto il nostro cuore
quando la vita ci dà dolore.
Padre e madre da lassù
vedono i propri figli quaggiù
e se qualcosa non va
un messaggio mandano chissà
sia al cuore che alla mente
affinché improvvisamente
la propria bimba e il proprio bimbo
uscendo dallo scuro limbo
ritrovino in paradiso quella felicità
guadagnata per la loro bontà.
E’ così che quel giorno
quando smarriti i bimbi si cercano attorno
dal cielo due messaggi ecco arrivare
tuo padre dice “di lui ti puoi fidare”
e mia madre “non lasciartela scappare,
solo così vi potrete innamorare”..
Chiedendomi il giornale mi dicesti senza parlare
“Di te mi voglio innamorare,
non lasciarmi sola per favore”
Anch’io son solo, sarai con me per l’amore
che dal cielo è giunto nel mio cuore
regalandomi il tuo dolce sapore.
Se sarai sola ascolta il tuo cuore
vi troverai il mio messaggio d’amore
Se sarai solo ascolta dentro di te
e vedrai che il mio messaggio c’è.

Miracolo della croce

Ho visto costruire un'altare
dove tutto sembrava oro
ma sopra una croce vidi arrivare
e tutti attorno c'erano coloro
che alla croce con straripante ignoranza
offrivano un destino senza speranza.
Su quella croce era triste il tuo volto
perchè il bacio di Giuda ti aveva tradito

e così per sempre sepolto
la speranza in chi si pensava amico.
Ma nel tuo sguardo su quella croce
vidi nascosta una strana forza interiore
che alla bellezza avrebbe dato voce
per superare ogni difficoltà senza timore.
Non era facile immaginare
che all'improvviso iniziassero a tremare
quelli che ti stavano come guardie d'intorno
sia di notte che di giorno.
Ecco una luce arrivare finalmente
a rischiarare la nostra mente
sei tu che scendi da lassù
per far sentire la tua voce quaggiù;
può sembrare una suggestione
ma questa è proprio la tua resurrezione.
Raggi di sole rischiarano il cielo
e delle nubi viene tolto il velo.
Non è facile in questo momento capire
che il tuo cuore sta finendo di soffrire
ed il miracolo della croce
ad una nuova vita sta dando voce.
Quante altari nella nostra vita
quante croci è una storia infinita
ovunque volgi lo sguardo
un triste viso dietro un baluardo
ma quando la virtù in cuore e mente trova posto
dietro la croce si scopre un miracolo nascosto.
E quella malinconia nascosta nel tuo viso
improvvisamente si trasforma in sorriso
perché al mondo sia data la luce dell’allegria
un soffio dolce che muove l’anima in armonia.
Dammi la mano e andiamo incontro al mondo
perché il tuo sorriso sia dell’amore segno profondo.
Ecco una luce arrivare finalmente
a rischiarare la nostra mente
sei tu che scendi da lassù
per far sentire la tua voce quaggiù;
può sembrare una suggestione
ma questa è proprio la tua resurrezione.

Nostro amico

La mattina di ogni giorno
io osservo la fotografia
della Gabriela mia
e tutto è più bello d’intorno.
E così faccio alla sera
ingrandendo la fotografia
così Gabriela diventa più vera
e la sento ancor più mia

Specchiandomi nel suo volto
riesco a parlare al mio cuore
e se mi concentro molto
sento ancor più forte il suo amore.
Forte è l’ispirazione
che ha permesso di parlare
della forte emozione
attraverso poesie da cantare,
un’ispirazione che proprio tu
Matteo, da poesia a canzone hai trasformato:
un vero amico ritrovato
da un tempo che fu.
Se l’amicizia sai coltivare
un bene grande puoi ritrovare
in ogni momento della vita
anche quando sembra finita.
Gabriela e Gianni ti salutiamo
e con affetto ti ringraziamo
per un miracolo avverato
di cui complice sei stato.
Se anche un miracolo forse non è
qualcosa di vero c’è.
Grazie a un’amicizia ritrovata
ogni mia poesia è stata musicata;
“Con te Matteo”, dice allora Gabriela,
“il mio Gianni ha scoperto la tela
di un sipario che con la canzone
al mondo può parlare della nuova passione,
e poi ancora dell nostro amore
da cui scaturisce il forte valore
di un’amicizia rinforzata
per una nuova vita ritrovata.
Se l’amicizia sai coltivare
un bene grande puoi ritrovare
in ogni momento della vita
anche quando sembra finita.

Partiti dalla stazione

Sono partiti dalla stazione
per la vita destinazione
non un viaggio in prima classe
ma su binari senza scosse.
Ingegnere di sicuro talento
con una moglie che era un incanto
non si fermavano che nei posti fioriti
che erano quelli a lei più graditi.

Durante il percorso qualche incidente
che insieme hanno risolto all’istante.
I calcoli astrusi dell’integrale
non hanno intaccato il loro morale
Hanno costruito matton su mattone
hanno messo pure le poltrone
e il treno andava senza incertezze
tra la routine e tante carezze
Poi nei figli il miracolo benedetto
che sommava il pregio perfetto
della salute e dell’intelletto
cresciuti con tanto affetto.
Ingegnere provetto hai usato cemento.
Hai calcolato pure il vento,
ma una maledetta fessura
ha fatto crollare le tue mura.
Resta soltanto solo il rimpianto
di avere amato tanto
e di avere dentro un sentimento
come un braciere che non va spento.
“Il vostro amore era l’invidia della gente”
cantava Endrigo con voce suadente
ma la certezza del vostro rapporto
va di là di ogni sicuro porto.
Sei un mago dell’intelligenza artificiale
forse non ti accorgi che può far male
se il pensiero si presenta dolente
piano piano avvelena la mente.
Sono più vecchio, con più esperienze
non sono in grado di dare certezze
ma il pensiero costante del tempo passato
ti tiene legato e puoi non vedere il creato
Resta soltanto solo il rimpianto
di avere amato tanto
e di avere dentro un sentimento
come un braciere che non va spento.

Per un vero amico

Era un pomeriggio di primavera
e la tua dolcezza si nascondeva
nella camicia chiara a tinta unita
e nella gonna che sembrava fiorita.
Una moglie da ammirare
che la primavera faceva assaporare.
All'improvviso dietro di me
il tuo sguardo sembrò chiedermi "cosa c'è"?

un turbamento vidi sul tuo viso
che nascose il dolce sorriso
perchè non riuscivi a immaginare
cosa il tuo Gianni stava per fare.
La risposta non ti potevo dire
non riuscendo a capire
se poteva nascere un'amicizia vera
in quel giorno di primavera.
Una situazione paradossale
per te difficile da interpretare.
Hai creduto che mi volessi scontrare
con quella persona con la quale
intendevo invece stabilire
un rapporto d’amicizia da capire.
Fra giganti d'intelligenza emotiva
non ci fu proprio nessuno scontro
ma un impetuoso tentativo d'incontro
che alla vera amicizia apriva la via.
S'incrociarono due sguardi profondi
e tu cercasti di capire senza parlare
perchè di me ti sapevi fidare
anche senza linguaggi chiari e tondi.
Ma intelligenza ed emotività s'incontrarono
e quando i due si allontanarono
un'intesa era stata perseguìta
che all'amicizia vera avrebbe dato vita.
Quando poi mi dicesti che avevi avuto paura
ti rassicurai che di quel che facevo ero sicuro
perchè nella mia vita dura
avevo imparato a superare ogni muro
quindi potevo a chiunque parlare
senza temere di dover sbagliare.
La forza della tua fiducia mi aveva dato vigore
per cui nulla avrei dovuto temere.
Ancora una volta la tua fiducia avevo ripagato
perchè un amico vero avevamo conquistato.
Può sembrare cosa non vera
ma da un incontro all'apparenza duro
ecco crescere nel tempo in modo sicuro
un'amicizia sempre più sincera.
Forse strana, ma certo una bella storia
da tramandare a memoria
perché la vera amicizia si può scoprire
anche quando sembra difficile capire.
Fra giganti d'intelligenza emotiva
non ci fu proprio nessuno scontro
ma un impetuoso tentativo d'incontro
che alla vera amicizia apriva la via.

Perché proprio me

Riguardando oggi quella tua fotografia
mi domando perché, così bella, diventasti mia
se tu avessi alzato solo un dito quel giorno
una folla avresti avuto d’intorno
Non lo facesti e ancora mi chiedo perché
scegliesti senza indugi proprio me.
Una domanda cui è difficile rispondere
eppure qualcosa di magico si è avverato

quando io alla stazione ti ho incontrato
e il tuo cuore ho saputo attendere.
Una magia provo a immaginare
e nella fantasia mi piace pensare
che nella tua domanda del mio giornale
ci fosse una richiesta molto speciale
ispirata da qualcuno che di lassù
capiva cosa stava succedendo quaggiù.
Una domanda senza fragore
aveva aperto una breccia nel mio cuore
Con la risposta che da lassù stava arrivando
Gabriela ti stavi innamorando
perché il tuo Gianni avevi trovato
che di te si era già innamorato.
Il tuo papà la sua bambina tanto amata
voleva affidare a una persona fidata
e chiese alla mia mamma di quel bambino
che seppur con un volto birichino
nascondeva la capacità
di voler bene senza se e senza ma.
A scuola era andato ad imparare
ma dentro il cuore sapeva guardare .
Così la mia mamma parlò al tuo papà
che da lassù ti mandò quell’ispirazione
che ruppe ogni tua esitazione.
Ma la mia mamma dentro quel giornale
aveva anche scritto “non lasciartela scappare”
ed io lessi nei tuoi occhi sotto capelli fini
il forte desiderio di unire i nostri destini.
Ecco perché il tuo dito non si alzò
e subito la folla si rassegnò
Il nostro destino era stato segnato
da chi lassù con amore aveva lavorato
per il nostro bene che in quel momento
dentro di noi stava nascendo.
Quando allora mi chiedesti il giornale
era chiaro che in realtà cercavi quel sincero amore
che guardandoti negli occhi con attenzione
ero sicuro di poterti donare a profusione.
Una domanda senza fragore
aveva aperto una breccia nel mio cuore
Con la risposta che da lassù stava arrivando
Gabriela ti stavi innamorando
perché il tuo Gianni avevi trovato
che di te si era già innamorato.

Perdono universale

Potrebbero ridere di te
di te che ridevi di loro
credendo di avere tutto l’oro
e di essere il più forte.
Hai rinunciato al bene
che potevi donare in quantità
lasciando in eredità
solo il canto delle sirene.

Di te che ti credevi intelligente
ma eri solo un opportunista
perché perdevi di vista
i sentimenti della gente,
e quando in fondo arriverai
forse allora conoscerai
il bene che non porti di là
e il male che lasci di qua.
Potrebbero ridere di te
ma non lo faranno perchè
sanno che non eri il più forte
solo ti aveva arriso la sorte
Quando la macchina del tempo
la tua vita scorrerà
solo allora si saprà
in un solo momento
chi sei stato veramente
ricco no ma povero solamente
la verità sarà chiara
una realtà amara.
Forse rideranno come tu ridevi di lei
cui avevi ferito il cuore
fingendo che fosse amore
e ora non sai più chi sei;
quando scorrerai la tua vita
vedrai che quando è finita
avrai perso l'occasione
di voler bene alle persone
Di te che mandasti i figli altrui in battaglia
a combattere altri figli con la mitraglia
per difendere un patriottismo da salotto
definito da un meschino complotto,
di te che con potere ed arroganza
umiliavi le persone e toglievi ogni speranza.
Potrebbero ridere di te
ma non lo faranno perchè
sanno che non eri il più forte
Solo ti aveva arriso la sorte
Di te che il coraggio non avevi di guardare
negli occhi di chi stavi per derubare
di te cui tanti hanno affidato la speranza
tradita dalla tua indifferenza
Di te che dicevi ingiusta la vita
quando ad altri l'avevi finita
e la tua supposta sapienza
era solo vera ignoranza.
Quando il sonno ti toglierà
anche l’ultima lacrima per piangere
qualcuno potrebbe ridere
Ma non lo farà solo per pietà
Spero non ci sia nessuno
che possa ridere di me
se ho rifiutato un saluto, un bacio
o un semplice abbraccio.
Potrebbero ridere, ma non lo faranno per pietà
quando alla fine vi mancherà
anche una sola lacrima per piangere
e la forza per sorridere.

Pranzo di Natale

Solo se sapete immaginare
io vi posso raccontare
quell'incontro tutto speciale
al nostro pranzo di Natale
Fiori che sbocciano sopra la neve
una distesa bianca soffice e lieve
in un giardino dove tutto è imbandito
per un banchetto dove cibo saporito

tutti insiema stiamo ad aspettare
ma qualcuno deve ancora arrivare.
Il custode apre il cancello del giardino
perchè una carrozza dorata è qui vicino
il nostro cuore sussulta all'improvviso
e una luce forte illumina il nostro viso
sta per avvenire qualcosa di speciale
in questo straordinario giorno di Natale.
Solo se sapete immaginare
io vi posso raccontare
quell'incontro tutto speciale
al nostro pranzo di Natale
Genitori, amici e amori della nostra vita
tornano in carrozza dal viaggio eterno
per rendere almeno in questo santo giorno
il migliore regalo che dalla loro dipartita
possa esserci al cuore donato
come grande dono inaspettato.
Un ritorno forse evanescente
ma che si imprime nella mente
è la presenza tanto desiderata
di ogni persona da noi amata
il cui ricordo è nel nostro cuore
che oggi rivive il loro amore.
Baci e abbracci possiamo assaporare
In un momento di gioia da ricordare
e quando il pranzo sarà finito
ecco giungere l’invito
per l’anno futuro che dovrà arrivare
quando ai nostri cari potremo ancora dire
voi nel nostro cuore non potete morire
perché ogni anno vi diremo “Buon Natale”.
Solo se sapete immaginare
io vi posso raccontare
quell'incontro tutto speciale
al nostro pranzo di Natale

Regina e re

Una ragazza mi aveva osservato
e il mio cuore aveva conquistato;
il suo dolce cuore mi veniva donato
che Qualcuno là in alto aveva preparato.
Poi regina diventata, all'altare scelse me
così all'improvviso divenni un re.
Forse era difficile da capire
ma lei stessa mi venne a dire

"nei tuoi occhi ho visto un cuore
capace di quel vero amore
che se trovi nella vita
rende questa infinita".
Può sembrare un'illusione
che fra tante persone
una regina a me dicesse "si"
ma diventai re proprio così.
Poco denaro ma tanto amore
re e regina avevamo nel cuore
quei beni preziosi da conservare
perchè ci avevano fatti innamorare.
Girando per le vie della città
con una regina al proprio fianco
in ogni dove stessimo andando
mi chiedevo s'ero davvero re chissà.
E' stato bello mia regina
averti al mio fianco sempre vicina
i miei occhi ti vedevano bella
ma nel tuo cuore eri una stella.
Ora girando per la città
la gente mi chiede "dove va?"
mi scusi ma non vedo la sua regina
che era al suo fianco ogni giorno dalla mattina.
Vi ringrazio ma vi debbo dire
che la mia regina potete scoprire
solamente nel mio cuore
che sa trattenere un forte dolore
Quando una regina se ne va
lungo il cammino dell'eternità
certo soffre il cuore del suo re
ma nella mente lei ancora c'è
e nei nostri figli ancora posso trovare
il segno di un intenso amore
che ancora vive nel mio cuore
così alla mia regina posso ancora parlare.
Girando per le vie della città
con una regina al proprio fianco
in ogni dove stessimo andando
mi chiedevo s'ero davvero re chissà.

Resurrezione

Guardo nell'album ogni fotografia
e vedo la vita con Gabriela mia
ad ogni alba che arrivava
insieme la vita si rinnovava.
Ti ho pensato tutto il giorno
e di notte mi sei venuta attorno
così dopo la tua dipartita
ho ritrovato la tua vita.

La mia mente ti pensava là
ma ho creduto che fossi qua.
Un sogno vero e inaspettato
che al risveglio mi ha suscitato
la forte convinzione
che fosse una resurrezione.
Se Lui è risorto, mi son detto
"anche tu accanto al letto
sei diventata di nuovo viva
per un bacio e una visita furtiva".
In questo sogno eri proprio tu,
se anche il tuo corpo non c'è più
tutto il resto di te
era risorto dentro di me.
Resurrezione dentro il cuore
uno scrigno che conserva l'amore.
Bello pensare che se il corpo non c’è più
la tua anima risorge quaggiù.
Un vero miracolo dell'amore
che del tuo corpo lascia il sapore
facendo nascere la convinzione
che questa sia vera resurrezione.
Spesso mi chiedo perché
sei arrivata proprio a me
quando allora ti ho incontrata
e la mia vita è cambiata.
Magia del destino ci fece incontrare
per poi farci innamorare.
Forse anche allora siamo risorti
sempre più vivi e più forti
per una vita rinnovata
come l’avevamo desiderata.
Resurrezione significa rinascere
e ogni giorno anche crescere
in un percorso quotidiano
dove Lui tende la mano
fino a quando arrivi lassù
e il tuo corpo qui non c’è più.
Resurrezione dentro il cuore
uno scrigno che conserva l'amore.
Bello pensare che se il corpo non c’è più
la tua anima risorge quaggiù.

Sei novembre 1951

E’ successo nel cinquantuno quando il Po era in piena.
Sotto un cielo gonfio di una pioggia maligna
avvertivo, ancora bambino, il rumore sordo dell’acqua in golena
che continuava a salire veloce, cattiva, feroce come la pena.
Poi la grande sciagura
tolse a noi la paura.
Il lato sinistro del grande fiume
si aprì come se fosse fatto di piume.

Noi, alla destra, fummo graziati,
fummo davvero fortunati.
Questo ricordo l’ho ben presente,
è rimasto scolpito nella mia mente.
La maestra poi ci diede la geografia da studiare
e i fiumi e le province lombarde dovevamo sapere.
Nell’interrogazione saltai Pavia
quasi un presagio sulla mia via.
Ho trovato in questa città
con la famiglia serenità
il lavoro, la casa, la gente civile
per vivere insieme come in grande cortile.
Tutto il discorso che ho appena prodotto
mi porta sicuro ad un dato certo:
a Pavia il sei novembre del cinquantuno
è nato un bambino che sarà qualcuno.
Negli auguri che di sicuro gli faccio
non metto spumante e castagnaccio
ma preparo nel pacco che ho in mente
solo il calore di un sole ridente.
L’ingegno non manca, serve un po’ di fortuna
e del tempo che resta farne vita serena;
corre l’augurio che arriva in orario
dritto e sicuro verso Gianni Albertario
(Gabriela) “Gli auguri che hai fatto al mio Gianni
mi fanno pensare a tutti gli anni
ch'eravamo nello stesso rione
senza sapere che fra tante persone
c'era chi al mio grande amore
avrebbe dato della vera amicizia il sapore;
a te e alla tua famiglia da qui invio serenità
finchè lontano nel tempo ci vedremo nell'eternità”.

Senza parlare

Un attimo prima e non ti avrei sfiorato
un attimo dopo e ti avrei perduto
ma in quel preciso attimo ti ho incontrato
e così il nostro miracolo è avvenuto.
Sembra impossibile ma è vero
che la vita sia un mistero,
basta un attimo fuggente
e puoi trovare tutto o niente.

E’ così che la buona sorte
ha deciso di farci incontrare
costruendo quel legame forte
per un amore particolare.
Schivi e gelosi della nostra intimità
abbiamo costruito un modello che in realtà
fosse capace di parlare al mondo
anche nel silenzio più profondo,
un linguaggio senza parole
che nasce nel profondo del cuore.
Proprio come un neonato che non sa parlare
ma riesce con i gesti a comunicare.
Quando ami non serve parlare,
sono gli occhi a osservare
perchè la mente possa scoprire
cosa a quella persona vuoi dire
e come al mondo comunicare.
Forse una comune timidezza
o un'innata riservatezza
custodiva quel linguaggio
capace di ogni messaggio.
Uno sguardo al nostro viso
e sui nostri occhi compariva un sorriso
che diceva cosa dovevamo fare
senza con la parola dover comunicare.
Più volte ci siamo chiesti chi è
che sa farci parlare così.
Qualcuno avrebbe spiegato il perché
ma nessuno quaggiù la questione chiarì’.
E’ una presenza interiore
che al linguaggio dà vigore
e al mondo esteriore
mostra il nostro grande amore
presentando quel modello
che per noi è stato ricco e tanto bello.
Quando ami non serve parlare,
sono gli occhi a osservare
perchè la mente possa scoprire
cosa a quella persona vuoi dire
e come al mondo comunicare.

Squilla il telefono

Quando il telefono squilla al mattino
so chi è: il mio bambino
che mi chiede come stai papà
se vuoi venire eccomi qua
possiamo prenderci un caffè
così faccio colazione con te.
Se il telefono squilla alla sera
io conosco quella bambina sincera

che al suo papà vuole parlare
per poterlo poi ascoltare
in un colloquio a tu per tu
che la mamma fa sentire quaggiù.
E durante tutta la giornata
Anna e Luca non vi sembrerà vero
ma alla vostra mamma va il mio pensiero
anche se non sarà una telefonata.
Del nostro legame forte
la vostra mamma ringraziamo
una dolce persona che la sorte
ci ha donato e alla quale dico "ti amo"
al mattino che sembra primavera
e quando poi si fa sera.
Che volete? è un legame troppo forte
quello che ci ha donato la sorte
un legame che al dolore resiste
e in ogni momento ci assiste.
Inutile dire che Gabriela è qui con noi
lo so io e lo sapete anche voi
perché in ogni cosa che facciamo
il suo sguardo dai dolci occhi ritroviamo
ed è tanto bello immaginare
che la sua dolcezza possiamo gustare
perchè c'è dentro il nostro cuore
quel sentimento che chiamiamo amore.
In ogni momento della giornata
quella tenerezza in lei innata
in ogni nostro gesto assaporiamo
e così teneramente la ricordiamo.
Del nostro legame forte
la vostra mamma ringraziamo
una dolce persona che la sorte
ci ha donato e alla quale dico "ti amo"
al mattino che sembra primavera
e quando poi si fa sera.

Stretta di mano

Era il giorno del tuo saluto
e m’immaginavo già perduto
La tua parola mi sarebbe mancata
perché dall’altra parte eri andata.
Ma qualcuno che nessuno sa perché
improvvisamente si avvicinò a me
e la sua forte stretta di mano
fu il tuo segnale che sarei andato lontano.

Dopo la stretta di mano una parola
che con sincerità ti consola;
con “Buon giorno, come va?”
voleva dire “mi racconti come sta”.
Ma ad ognuno i propri affanni
man mano che passano gli anni.
Nei miei tristi occhi stava per leggere
la verità di una vita che vuole correre
con i ricordi e le vicende di tutti i giorni
dai sapori certamente alterni.
Lui sembrava saper scrutare
dentro un’anima che cercava dove andare
e così un amico in lui seppi di trovare
che non avrei mai saputo immaginare.
Una stretta di mano
inaspettata ti porta lontano
quando la bussola credi d’aver perduto
dopo della tua compagna il saluto.
Non sono solo io a ringraziare
chi la sua amicizia sa donare.
Un amico stava per arrivare
quando smettendo di pedalare
si fermava per leggere il mio cuore,
quasi conoscesse il mio profondo dolore.
Due parole per scoprire che la condivisione
di comuni sentimenti non è solo un’opinione,
E’ così che attraverso acuto sguardo
l’amicizia arriva come traguardo
in un percorso a passo veloce
che il rapporto di fiducia rende più efficace.
L’abitudine del bar da lui viene mantenuta
ma la consueta lettura del giornale viene sostituita
Da una piacevole chiacchierata
e, perché no, da una passeggiata
fra le vie di una città conosciuta
ma dove insieme ogni cosa è rivissuta.
Può sembrare strano ma non solo l’età
segnala la nostra diversità,
anche diversi sono opinioni e pensieri
ma l’amicizia si nutre di comuni valori,
quelli rivolti alla famiglia e ai propri cari
posti nei pensieri più alti come altari
ed è così che frasi o discorsi rapidamente
arricchiscono la nostra mente.
E quando suona il telefono ogni giorno
ciascuno sa chi ti cerca attorno.
Una stretta di mano
inaspettata ti porta lontano
quando la bussola credi d’aver perduto
dopo della tua compagna il saluto.
Non sono solo io a ringraziare
Chi la sua amicizia sa donare.

Tre alberelli

Ho visto nel bosco tre alberelli
avevano radici che eran germogli
li ho visti spostarsi, può sembrare non vero,
verso un bel prato vicino ad un sentiero.
Erano piante per frutti speciali
di varietà che non hanno uguali
le loro sementi le avevan piantate
Anna e Luca in aiuole fiorite.

Eran vivaci, correvano intorno
facevano luce come il sole di giorno
e la terra si apriva lieve
come se fosse coperta di neve.
Li curava un giardiniere
molto esperto del mestiere
che nutriva le loro tenere foglie
e soddisfaceva le loro voglie.
Il sentiero era in salita
il giardiniere faceva un pò fatica
ma con l'amore che provava
sosteneva ogni prova.
Sempre pronto ad estirpare ogni erbaccia
di ogni attenzione era sempre in caccia
perchè nel terreno con le loro radici
crescessero forti e insieme felici.
E quando alla sera si era tutto quietato
il giardiniere ripensava al passato
al tempo che lui era quercia assieme al roseto
per dare dei frutti di sapore perfetto.
Ho visto nel bosco tre alberelli
avevano radici che eran germogli
li ho visti spostarsi, può sembrare non vero,
verso un bel prato vicino ad un sentiero.
Seguiamo tutti il ritmo delle stagioni
al loro variare proviamo emozioni
e quando il giorno diventa più breve
cerchiamo nella notte un respiro più lieve.
Con Enea futuro capitano
alla scoperta di un mondo lontano
con Emma e Dora nella scialuppa
fanno davvero una bella truppa.
Resta costante l'amore di un nonno
che per la truppa si toglie anche il sonno
e che è presente ad ogni chiamata
come se fosse una serenata.
Ho visto nel bosco tre alberelli
avevano radici che eran germogli
li ho visti spostarsi, può sembrare non vero,
verso un bel prato vicino ad un sentiero.

Viaggio nell’infinito

In treno un viaggio eterno faremo
e dal finestrino insieme osserveremo
quel mondo che quaggiù abbiamo conosciuto
dove la nostra vita terrena abbiamo vissuto.
Il tuo treno è già partito
lungo un binario ai lati fiorito
con un biglietto la cui data
dal destino era stata fissata

Quando anch'io partirò
un treno più veloce prenderò
per raggiungerti e insieme continuare
un viaggio eterno e assaporare
stretti e vicini quella bellezza infinita
solo in parte conosciuta in questa vita.
Ho comprato un biglietto di sola andata
di cui ancora non conosco la data
Ma quando sarà la mia ora
sul treno veloce salirò allora
e dal finestrino il mondo osserverò
mentre ogni affetto terreno abbandonerò
E quando il treno alla stazione arriverà
ad aspettarmi son sicuro tu ci sarai
e finalmente ancora mi seguirai
per viaggiare insieme nell'eternità.
In treno un viaggio eterno faremo
e dal finestrino insieme osserveremo
quel mondo che quaggiù abbiamo conosciuto
dove la nostra vita terrena abbiamo vissuto.
Al nostro incontro ti riporterò quel fiore
nel quale il destino aveva lasciato
le tue molecole d'amore
quando ci aveva separato.
Per sempre vivrà il nostro amore
e sarai solo tu il mio fiore
un fiore eterno che mai appassirà
perchè di nessun dolore soffrirà.
Sarà bello da lassù
vedere ogni cosa quaggiù
forse un mondo migliore
che dia ad ogni vita un buon sapore;
perchè se così sarà
la nostra vita un senso avrà.
In treno un viaggio eterno faremo
e dal finestrino insieme osserveremo
quel mondo che quaggiù abbiamo conosciuto
dove la nostra vita terrena abbiamo vissuto.

Voi medici

Ditemi cosa c’è che non va
e guardiamo con tranquillità.
Così parla il medico amico
senza risparmiare un sorriso
affinché la fiducia apra la porta
alla soluzione d’ogni situazione storta.
Per ogni problema ecco lo specialista
che dà ai nostri occhi la giusta vista.

Signora mi dica davvero come si sente;
la dottoressa scruta i miei occhi e con la parola
mi sussurra che non sarò sola
perché con me sarà sempre presente
e poi sappia che nel dolore della terapia
suo marito innamorato avrà a farle compagnia.
Con le nostre forze cercheremo di sanare
il suo sangue: tutto ciò che potremo fare.
Sembra strano ma di certo l’empatia
se non distrugge però allevia la malattia
nel rapporto di fiducia fra medico e paziente
che rende il dolore meno insistente.
E tu carissimo come va il tuo cuore
ti è passato quel fastidioso dolore?
Stai tranquillo e vedrai che andrà meglio
te ne accorgerai al mattino ad ogni risveglio.
Stai solo attento a non strafare
così il tuo corpo potrai governare.
E’ importante ch’io ti possa insegnare
come ciò che hai dentro tu sappia ascoltare.
Ematologo, urologo, internista,
cardiologo, chirurgo o anche dentista,
non importa chi tu sia
e qual è del protocollo la strategia,
più importante è l’approccio umano
che al paziente tende la mano
per affrontare ogni questione
affidata alla tua professione
C’è chi dice che la medicina
rinnova l’anima ogni mattina.
Ciò che importa è l’impegno nel ricercare
farmaci nuovi da impiegare
per rendere più efficace la cura
del paziente che ha sempre un po’ paura.
Sono queste le vere armi di pace
che a virus e batteri fanno la guerra
perché il bene della salute
sia salvaguardato in una solida serra.
E tu chirurgo cosa stai facendo
mentre io sto dormendo?
Caro medico ti voglio bene
quando so che con amore
tu vuoi lenire tutte le pene
di me paziente che chiedo calore
e l’affetto di quella persona
che ha giurato d’essere buona.
Se di ciò hai capito l’essenza
più efficace sarà la tua presenza.
Sembra strano ma di certo l’empatia
se non distrugge almeno allevia la malattia
nel rapporto di fiducia fra medico e paziente
che rende il dolore meno insistente.

Volare nella musica

Camminare sulla sabbia in riva al mare
e sentire l’acqua sulla spiaggia ondeggiare
è come ascoltare una musica che suona
per farti danzare con la donna del tuo cuore.
Sarà fortuna, sarà il destino, chi lo sa?
ma compagni di viaggio ci siam dati felicità.
Quando ci siamo incontrati
io una roccia e tu uno scrigno siamo diventati:

una roccia che sorregge il suo amore
conservato nello scrigno di un dolce cuore:
uno scrigno scolpito nella roccia
dove né il freddo né la pioggia
può alterare quel gioiello
che la nostra vita insieme
ha reso prezioso e sempre più bello.
E con la musica che suonava
ti davo la mia mano e tu mi volavi attorno
come una farfalla profumata di giorno
e quando il ritmo della musica rallentava
io ti abbracciavo stretta
e il nostro ballo più dolce diventava.
Prenderti per mano nella musica e farti volare
come una farfalla che nell’aria sa andare
e poi, quando la musica diventa poesia,
stringerti fra le mie braccia per sentirti mia.
Provare una strana sensazione,
quella di una roccia che pur si muove
in una danza sulle onde del mare
perchè il tuo cuore viva una forte emozione.
Quando poi la nave le onde del mare solcava
ti prendevo per mano mentre la musica suonava
e fissandoti gli occhi ti facevo ruotare in allegria
seguendo il ritmo di chitarra, pianoforte e batteria;
se poi la musica il ritmo cambiava
e lenta diventava
il tuo corpo al mio avvicinavo con amore
perché la musica entrasse nel nostro cuore.
Se qualcuno si stupiva che sapessimo danzare
rispondevo che sono corpo e mente a ispirare
perché quando una bella musica ti circonda
la dolce creatura vicino a te si muove come un’onda.
Prenderti per mano nella musica e farti volare
come una farfalla che nell’aria sa andare
e poi, quando la musica diventa poesia,
stringerti fra le mie braccia per sentirti mia.

Volto dei miracoli

Pensavo che un miracolo vero
fosse il nostro amore sincero
nato da un incontro in un baleno
che ci ha aperto un sipario sereno
nel quale la nostra vita accanto
è stata come un incanto.
Se anche miracolo non è stato
qualcosa di simile si è allora avverato.

Ed ora che il tuo corpo mi ha lasciato
scopro che un segno tuo qui è restato.
Il talento musicale nato nel mio cuore
è certo frutto di uno straordinario amore
che ancora non vuole morire
ma vivi nel tempo vuole farci sentire.
E’ una musica che sa parlare al cuore
di chi sa ascoltare con attenzione
e sa cogliere ogni espressione
e il significato del vero amore.
Ora che lei mi parla di te
e senza sapere il perchè
sembra da sempre conoscerti
credo che io possa ricercarti
nella sua anima e nelle sue parole
in uno sguardo che sembra un sole.
Al sentire ogni nostra canzone
viva e sincera traspare la sua emozione
perché l’ascolto del nostro racconto
è qualcosa di così profondo
che sa far nascere amicizia vera
come fosse una nuova primavera.
E’ difficile un’amicizia immaginare
che sappia del nostro amore ascoltare
ma è proprio questa la sensazione
che ricorda ed esalta la nostra unione
come se un continuo miracolo si avveri
ancora oggi come ieri.
In una vita che vuole continuare
il tuo messaggio ecco arrivare
per dire che la vera amicizia devo coltivare
perché il mio cuore possa rasserenare
così che quando da te arriverò
proprio solo non sarò
perché nel giardino che qui hai costruito
ogni fiore non può essere appassito
ma ogni amore e amicizia vera
potranno vivere un’eterna primavera.
Ora che lei mi parla di te
e senza sapere il perchè
sembra da sempre conoscerti
credo che io possa ricercarti
nella sua anima e nelle sue parole
in uno sguardo che sembra un sole.